giovedì 28 ottobre 2021

IL RACCONTO DI SETTEMBRE 2021

Carissimi, 

Settembre è stato un mese in cui si è discusso di temi molto delicati e soprattutto mi sono trovato a trattare argomenti determinanti per il nostro Paese e per il nostro ruolo in Europa. Un mese durante il quale abbiamo parlato del Futuro dell’Unione a Ventotene, nel quale abbiamo affrontato la delicata situazione Afghana, e nel quale ho girato il territorio per confrontarmi con cittadini, piccoli e medi imprenditori, agricoltori e associazioni di categoria. In Castaldo Con Te di questo mese troverete un reso conto dettagliato di quanto accaduto, buona lettura!

AFGHANISTAN

“I Talebani cercano le persone casa per casa, puntando a esecuzioni mirate. La gente a Kabul è terrorizzata, tutti cercano di scappare”. Questo il grido d’allarme dell’Ambasciatore afghano all’ONU, Ghulam Isaczai, all’indomani della presa della capitale da parte delle milizie talebane. Ḗ passato solo un mese da allora, ma i riflettori sembrano già cominciare a spegnersi su una catastrofe umanitaria con pochi altri precedenti.

Insieme ad altri 76 colleghi che siedono oggi in quest’aula le abbiamo inviato una lettera per richiedere che l’Unione apra dei corridoi umanitari con l’Afghanistan, applicando la direttiva 55 del 2001 sulla protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati.

Se non vogliamo che la nostra ambizione di divenire un attore internazionale credibile che basa il suo operato sul rispetto dei diritti umani rimanga solo un concetto astratto, se non vogliamo che il prezzo più alto lo paghi chi ha collaborato con il nostro personale occidentale, le donne, i bambini, ogni soggetto fragile, serve coerenza, serve coraggio e serve ora, perché il tempo scorre veloce e contro di noi. Corridoi umanitari subito.

LIBANO

La vita, a Beirut così come in tutto il Libano, si è ridotta, per una popolazione in ginocchio fisicamente, mentalmente ed emotivamente a una mera la logica di sopravvivenza. I danni alla città e all’economia del paese causati dall’esplosione al porto di Beirut restano, oggi, incalcolabili. La situazione sanitaria, economica e sociale seguita a peggiorare mentre la classe politica e dirigente del paese rimane fin troppo impegnata nell’endemica lotta per la spartizione del potere.

No, il popolo libanese da sempre un grande esempio di solidarietà,  e lo abbiamo visto anche nella crisi siriana, davvero non lo merita. E se l’Unione vuole avere  un ruolo rilevante nella costruzione del futuro, dobbiamo farci portavoce delle legittime richieste della popolazione, trovare un sistema per controllare il flusso degli aiuti, e accertarci che gli impegni presi da questo nuovo governo vengano pienamente attuati. E anche, qualora gli attuali responsabili continuino a fare ostruzionismo sulle riforme e sulla lotta alla corruzione, adottare le sanzioni del quadro recentemente approvate, a partire dai responsabili dell’esplosione del porto.

Sarà fondamentale evitare i protagonismi di singoli Stati membri e seguire una linea comune, svolgere un ruolo costruttivo nel raggiungimento della stabilità e dell’unità del paese, per sostenere quel desiderio legittimo di giustizia sociale ed economica che spinge migliaia di persone a scendere oggi in piazza per garantire un futuro a sé stessi e ai propri figli.

GENOVA-SALONE NAUTICO

Il 20 settembre ho avuto l’onore di partecipare al 61° Salone Nautico di Genova, specchio di un mercato per il quale i dati di previsione dell’anno in corso, recentemente diffusi dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, confermano un trend di crescita molto sostenuto.

Oggi la nautica, nell’intera filiera del mondo della blue economy del nostro Paese rappresenta l’8,5% del pil e, soprattutto, quasi un milione di occupati. Io credo che, contando anche le potenzialità inespresse in questo ambito, le possibili sinergie con il nostro straordinario patrimonio storico, archeologico, naturalistico, paesaggistico, la biodiversità che caratterizza la nostra penisola, possano ulteriormente crescere.

Perché ciò accada la politica deve farsi finalmente carico di proporre una visione strategica che sappia integrare i vari elementi e accompagnare quelle riforme che gravano su un comparto che ha un moltiplicatore elevatissimo, quasi due euro di ritorno per ogni euro investito. Il taglio della burocrazia ma anche il taglio degli oneri fiscali eccessivi, potrebbero eliminare delle vere e proprie zavorre che appesantiscono la nave della nautica italiana.

VENTOTENE: IL FUTURO DELL’UNIONE

Ottant’anni fa, a Ventotene, Altiero Spinelli e Ernesto Rossi con l’aiuto di Eugenio Colorni, scrissero un documento che avrebbe avuto un impatto dirompente sulla storia dell’Europa moderna e sulla nascente Unione Europea. Insieme a uomini e donne che si erano opposti ai regimi totalitari, come Umberto Terracini, Pietro Secchia, Camilla Ravera e Sandro Pertini e accomunati da un grande spirito di libertà e da un indomito desiderio di giustizia, si trovavano su un’isola che si trasformò da luogo di reclusione per indesiderabili, in luogo di riflessione e fucina di idee ove si cominciò a “tessere la trama del futuro”. Insieme con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ho potuto ricordare, nel giorno dell’80° anniversario, quel Manifesto che ispirò chi dovette ricostruire l’Europea dopo il terribile conflitto, idee che presero poi vita, con la nascita delle Comunità Europee prima e dell’Unione Europea poi, realizzando, almeno in parte, il sogno dei “rivoluzionari” di Ventotene. Purtroppo, però, il progetto per un “Europa Libera e Unita”, non ha trovato ancora la sua piena attuazione. Per questo, è dovere di tutti quelli che credono nei principi del Manifesto di Ventotene e lottano per il miglioramento dell’Unione Europea impegnarsi al massimo per rendere la Conferenza sul Futuro dell’Europa un successo e questo potrà accadere solo ed esclusivamente se riusciremo a coinvolgere in questo grande evento l’opinione pubblica, i cittadini e le forze della società civile.

CONNECTING EUROPE

Il 2021 è l’anno europeo delle Ferrovie. Per questo, il Connecting Europe Express è giunto a Roma durante un tour iniziato il 2 settembre da Lisbona e che si concluderà il 7 ottobre a Parigi dopo aver toccato 26 Paesi e oltre 100 città e attraversato 33 valichi di frontiera. Durante l’evento di festa dell’arrivo del treno alla stazione Ostiense ho spiegato che l’obiettivo è avere un’Europa sempre più unita, connessa e sostenibile. E in tale processo l’Italia gioca ruolo fondamentale. Il concetto di Europa unita, non si riferisce solo all’integrazione politica ma passa attraverso la connettività e la connessione tra i singoli punti che la compongono. Oggi dobbiamo ripensare le modalità di trasporto ragionando su una sostenibilità che ci consente, da un lato, di raggiungere gli obiettivi che abbiamo voluto stabilire a Parigi – e quindi trasformare in realtà la legge del clima europea – e dall’altro lato anche consentire all’utente di avere un servizio a 360 gradi.

Il treno può, infatti, diventare anche un punto di incontro e di socialità e non solamente uno strumento che ci consente di spostarsi da un luogo ad un altro. Come Parlamento europeo abbiamo voluto testimoniare ciò andando a consacrare il 2021 come Anno Europeo delle Ferrovie, ricordando che quel 25% di emissioni generate dal trasporto ferroviario pesano soltanto per lo 0,4%. Questo testimonia la grandissima e intrinseca sostenibilità del trasporto ferroviario e la sua capacità di essere capillare. Gli investimenti devono, quindi, andare a incrementare sia l’Alta velocità tra le grandi capitali europee, sia la rete locale e regionale. Puntiamo ad avere anche un grande salto di paradigma dal punto di vista tecnologico: pensiamo, ad esempio, all’idrogeno che ci potrà consentire di percorrere tratte con pendenze e condizioni olografiche molto particolari diventando l’emblema di questo grande percorso che il Green Deal vuole ottenere trasformando entro il 2050 l’Europa in un Continente a impatto zero sul clima.

IL MIO TOUR SUL TERRITORIO

Tra Toscana, Marche, Lazio e Umbria mi sono dedicato ai territori a me tanto cari. Durante le settimane che precedono le elezioni del 3 e 4 ottobre, insieme con Giuseppe Conte ho avuto modo di vedere molte piazze piene e colorate e di conoscere da vicino l’affetto e il calore della gente. È stato bello vivere questi momenti di incontro dopo mesi difficili. L’atmosfera di grande entusiasmo che abbiamo trovato ci ha fatto comprendere l’immensa voglia di partecipazione che c’è sia nei piccoli che nei grandi comuni. Ogni comune ha una sua unicità e merita di essere valorizzato nelle sue peculiarità, a partire dai borghi fino ad arrivare alle eccellenze produttive che da ogni territorio contribuiscono a creare il grande marchio del Made in Italy.

Il confronto con tutte queste realtà è ciò da cui si parte per fare politica, e questo tour è un’occasione preziosa per rimanere in contatto con le esigenze delle persone, cercando di dare sempre risposte concrete ai bisogni della vita di tutti i giorni a livello locale e non solo.

Il Movimento 5 Stelle, nato nelle piazze e sui territori, deve continuare ad essere il principale interprete di questo entusiasmo e soprattutto deve farsi garante del sostegno istituzionale alle amministrazioni che si troveranno a dover gestire i fondi europei del Pnrr, fondi che grazie alla tenacia di Giuseppe Conte oggi ci prepariamo a investire.

La sfida è di portata storica, ma mettendo al servizio della collettività tutte le energie a disposizione e offrendo supporto ai territori, sapremo cogliere al meglio questa straordinaria opportunità di rilancio del nostro Paese.