martedì 18 gennaio 2022

I MIEI AUGURI DI BUONE FESTE

Carissimi,

Gli ultimi due mesi sono stati davvero intensi per quanto riguarda l’attività qui a Bruxelles. Abbiamo analizzato e discusso in merito alla situazione in Bielorussia e in Somalia, abbiamo discusso in seduta Plenaria di quanto accade in Serbia, e abbiamo anche parlato della criminalità organizzata all’interno dei confini europei. Con il racconto degli ultimi 60 giorni, vi auguro dal profondo del cuore Buone Feste!

LA CRIMINILITA’ ORGANIZZATA

La criminalità organizzata non conosce barriere e confini, e solo se saremo in grado di trovare soluzioni concrete ai problemi che affliggono i Balcani occidentali potremo garantire la nostra stessa sicurezza.

Per farlo, occorrerà innanzitutto favorire la cooperazione transnazionale sia su base regionale che con gli Stati membri dell’Ue, anche attraverso il rilancio delle varie iniziative intergovernative esistenti.

Sarà poi necessario procedere speditamente verso la piena partecipazione del Kosovo alle attività di Europol e Frontex, trasformando i Working Arrangements esistenti in veri e propri Framework Agreements. Allo stesso modo, dovremo continuare a facilitare il dialogo tra Belgrado e Pristina per permettere l’ingresso del Kosovo in Interpol, stimolando così lo scambio di informazioni e di best practices necessario per apportare soluzioni tanto nel breve, quanto nel lungo periodo.

COSA SUCCEDE IN SERBIA?

Sono 750, per lo più vietnamiti. Lavorano alla costruzione di una fabbrica di pneumatici e vivono in condizioni da incubo. L’inverno è alle porte e non ci sono né riscaldamento né vestiti pesanti. Tanti vorrebbero tornare a casa loro, in Vietnam, ma non possono perchè gli sono stati ritirati persino i documenti. Si tratta di quella che viene definita “schiavitù moderna”.


Non stiamo parlando di qualche situazione drammatica dall’altra parte del mondo ma della Serbia, nel cuore dell’Europa.
La partnership sino-serba è fiorita negli ultimi anni, ma nasconde un lato oscuro nella forma di vistose violazioni ambientali e dei diritti dei lavoratori.


Sottoscrivendo il processo di adesione, processo che io sostengo pienamente, la Serbia ha accolto specifici obblighi ambientali e sociali che devono essere rispettati: dobbiamo ricordarlo con fermezza.

UNIONE DIFESA: PROCEDIAMO RAPIDI

Per poter contrastare le minacce transnazionali, ibride e multiformi ed evitare che l’Europa e il suo vicinato divengano la scacchiera nella quale altri attori giocano le proprie partite a nostro discapito è necessario orchestrare risposte che nessun Paese potrebbero mettere in campo individualmente.

Pertanto, ritengo necessaria la messa in comune di risorse, capacità e volontà politica in ottica europea, mirando a fornire all’Unione gli strumenti politici, finanziari e militari necessari affinché essa divenga un vero e proprio player su scala regionale e globale.

IL TRATTATO DEL QUIRINALE

Il 26 novembre, al Quirinale, è stato firmato il trattato bilaterale di cooperazione rafforzata tra Italia e Francia che getta le basi per la costruzione dell’Europa del futuro che dovrà essere sempre più equa, solidale e aperta al confronto con i cittadini. Il riferimento a un’Europa più sociale, presente nell’articolo 5 del trattato, è una delle bussole principali che dovrà orientare le future scelte politiche.

Italia e Francia sono due Paesi fondatori dell’UE legati da una amicizia fraterna e da comuni obiettivi politici, tra cui la volontà di rendere permanente l’emissione di debito comune, inaugurata con il Next Generation EU, e la richiesta di riformare profondamente il Patto di Stabilità, liberando gli investimenti verdi e quelli per il sociale attraverso l’introduzione della golden rule.

Il Trattato del Quirinale prevede, inoltre, il rafforzamento della cooperazione nell’ambito della difesa, tanto per rinsaldare il pilastro europeo della NATO, quanto per rilanciare una vera Unione Europea della Difesa, nonché il sostegno a una politica europea di migrazione e asilo e politiche di integrazione basate sui principi di responsabilità e solidarietà condivise, iniziative e proposte politiche che sono da sempre nel dna del Movimento 5 Stelle. Dalla ricerca allo spazio, dall’educazione ai giovani e alla cultura, tanti sono i temi in cui gli sforzi congiunti potranno essere decisivi: sono e siamo certi che il semestre di presidenza francese dell’Unione, che inizierà il 1 gennaio 2022 saprà affrontarli tutti nel solco del Trattato siglato oggi. Le sfide che ci attendono sono enormi e solo con unità e ambizione potremo vincerle.

SOMALIA

Nonostante tutti gli sforzi dell’Unione europea e dell’Onu in questi anni per la ricostruzione e la stabilizzazione politica della Somalia, purtroppo questo sventurato Paese è ancora oggi dilaniato da violenza, terrorismo jihadista, carestie, malnutrizione, corruzione e atti di criminalità. Dobbiamo garantire che le elezioni non siano ritardate oltre la data di dicembre altrimenti questo fornirebbe ancora più spazio ad Al-Shabaab per riguadagnare terreno ed influenza ma dobbiamo anche riflettere sull’imminente scadenza del mandato dell’AMISOM per pensare a come possiamo garantire, aiutare a costruire sicurezza in Somalia. Dobbiamo avere un approccio realistico ed accessibile, che spinga per un maggior coinvolgimento dell’Onu ma che debba anche cercare di garantire che venga fornita una sicurezza somala rispettosa dei diritti umani, capace di fornire ‘soluzioni concrete agli africani per problemi africani’, proteggere giornalisti e difensori dei diritti umani, impedire che i bambini somali siano condannati a essere bambini soldato o a morire di fame. Questo è quello che dobbiamo realizzare stando al fianco delle comunità locali, stando al fianco della società civile e di tutti coloro che non vogliono che la Somalia diventi uno stato fallito.

VISION MED 2021

A metà del mese di Novembre ho partecipato all’evento Vision Med 2030’ che riunisce diverse organizzazioni della società civile che immaginano e auspicano il Mediterraneo diventi uno spazio federato e integrato con l’Europa. Ho avuto modo di esprimere il mio pensiero riguardo all’integrazione regionale mediterranea che riveste, per l’Unione europea, una notevole rilevanza strategica e rappresenta, per i paesi coinvolti, uno strumento per costruire economie inclusive, resilienti e sostenibili in linea con l’Agenda 2030. Tuttavia, il futuro del Mediterraneo e delle sue relazioni con l’Europa non è predeterminato.

E’ possibile immaginare futuri diversi per la regione e questo dipende davvero da noi: supporre che il cambiamento sia possibile è il primo passo per indurre i decisori e le parti interessate ad agire insieme per evitare scenari che minano i loro interessi e i loro stessi valori. Sono convinto ha che se l’UE e i suoi partner vogliono rilanciare la cooperazione e l’integrazione euromediterranea,  dovranno rivedere radicalmente il loro approccio attuale. L’approccio ai problemi regionali dovrà essere adattato alle realtà locali, non ai calcoli a breve termine. L’UE e i suoi partner devono ascoltare le popolazioni dei paesi del sud del Mediterraneo, che chiedono una buona governance, sistemi rappresentativi e Stati funzionanti”.

IMPRESA E DIRITTI UMANI

In occasione della Presentazione del Rapporto annuale del Comitato interministeriale per i diritti umani “Impresa e diritti umani”, che si è svolto in Senato, ho potuto prendere la parola spiegando che la globalizzazione senza regole dell’attività imprenditoriale ha aggravato l’incidenza negativa sui diritti umani perché le grandi imprese multinazionali che operano su scala globale non sono responsabili di nulla poiché tecnicamente non producono nulla. I loro fornitori possono tranquillamente violare i diritti umani o distruggere l’ambiente senza dover rendere conto a nessuno. Dunque, per essere veramente efficaci, le normative sulla due diligence non dovranno pertanto essere circoscritte all’attività della singola impresa, ma dovranno essere in grado di ricostruire e monitorare l’attività dei fornitori, dei subappaltatori e delle imprese partecipate di ciascuna azienda obbligata.

Ho ricordato la risoluzione del Parlamento Europeo nel contesto della preparazione da parte della Commissione di un disegno di legge sulla due diligence obbligatoria in Europa. L’Europa è il più grande mercato e la più grande potenza commerciale del mondo. Abbiamo tutti gli strumenti per fare la differenza su scala globale e abbiamo la responsabilità di dimostrare che il commercio e i diritti umani possono rafforzarsi a vicenda e che la comunità imprenditoriale può altresì svolgere un ruolo importante offrendo incentivi alla promozione dei diritti umani, della democrazia, delle norme ambientali e della responsabilità sociale delle imprese.

IL RACCONTO DI OTTOBRE 2021

Carissimi,

Ottobre è stato un mese importante per la politica estera dell’Unione. Abbiamo affrontato dibattiti davvero significativi per le nostre istituzioni, come quello sulla Tunisia o sull’allargamento dell’UE ai Balcani Occidentali. Il Castaldo Con Te di questo mese troverete un ampio racconto di delle ultime intense settimane, buona lettura!

TUNISIA

La nomina di un nuovo governo con Najila Bouden, prima donna a ricoprire l’incarico di primo ministro nella storia del paese e del mondo arabo, dovrebbe essere una bellissima notizia. Eppure, credo come molti colleghi, non posso che essere preoccupato. Preoccupato perché il Parlamento tunisino è “congelato” e non potrà esprimere un voto di fiducia.

Chi vigilerà, poi, sulla legittimità dei decreti emessi dal presidente? La Corte Costituzionale non è mai stata istituita nonostante tutte le nostre raccomandazioni. Comprendiamo bene la gravissima situazione sanitaria, economica e sociale in cui versa la Tunisia, le persistenti difficoltà politiche e la corruzione.

Ecco perché da sincero e affezionato amico del popolo tunisino chiedo alla Commissione e all’Alto Rappresentante di mantenere la nostra cooperazione e il nostro supporto ma rivolgo un accorato appello al presidente Saied affinché permetta il ripristino del Parlamento e l’istituzione della Corte Costituzionale perché la logica dell’emergenza non può giustificare la concentrazione, a tempo indeterminato e pur con le migliori intenzioni, di tutti i poteri dello stato nelle mani di una sola persona senza la presenza di contrappesi e tutele costituzionali.

La luce della Tunisia deve continuare a brillare e noi europei dobbiamo essere pronti a fare la nostra parte ma ricordare anche con sincera amicizia e rispetto che anche il fine più nobile non può giustificare i mezzi. W la democrazia tunisina.

BALCANI OCCIDENTALI

Il tema dell’allargamento dell’UE ai Balcani Occidentali rappresenta, per me, una questione molto importante perché L’Unione europea ha il dovere politico e morale di rispettare gli impegni presi con i governi e con i cittadini di Albania, Bosnia, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia. Per questo i veti sollevati da alcuni Paesi membri alla piena integrazione dei Balcani occidentali sono anacronistici e vanno respinti con forza.

Più volte mi è capitato di sollevare la questione. Per esempio, in una delle ultime riunione della commissione Afet ho affrontato il tema del Montenegro. In dettaglio, ho spiegato che nel 2018 la delegazione del Parlamento europeo relativa alla missione di osservazione elettorale per le elezioni presidenziali in Montenegro da me guidata ha sollevato una serie di preoccupazioni, oggi ancora valide, sull’elevato livello di polarizzazione politica nel Paese che ha sicuramente un impatto negativo sull’attuazione delle fondamentali riforme necessarie per avvicinarsi agli standard europei.

Dopo più di tre anni il clima politico del Montenegro continua a essere definito da molti osservatori “sempre più tossico”, con un’azione del governo che spesso sembra non andare nella direzione auspicata. Per questi motivi, ho chiesto all’Unione europea di sostenere e coinvolgere le autorità montenegrine in un processo virtuoso di riforme che riaccenda le speranze di un prossimo allargamento dell’Unione europea nei Balcani occidentali”

FERMIAMO L’EROSIONE DELLA LIBERTÀ E DELL’AUTONOMIA DELLE DONNE

Le interruzioni volontarie di gravidanza dovrebbero essere ovunque accessibili e sicure, e questo Parlamento lo ha riconosciuto più volte, definendo l’interferenza nell’accesso all’aborto come una grave violazione dei diritti umani. La legge texana depriva le donne della possibilità di decidere in autonomia sulla propria salute riproduttiva e sul proprio corpo. La disposizione più subdola permette persino a privati cittadini di diventare “vigilanti” e denunciare chiunque aiuti o agevoli un aborto, con “taglie” fino a 10 mila dollari e questo dimostra che questa legge non ha nulla a che vedere con la scienza, con l’etica, con la salute o con i diritti, ma con il potere e il controllo dell’autonomia corporea delle donne che si vuole schiacciare ed eliminare.

Questa disposizione limita, peraltro, l’applicazione della legge all’ambito civile, elude quindi il rischio di una dichiarazione di incostituzionalità, ai danni dello stato di diritto, e sta già aprendo, purtroppo, a un triste percorso per altri stati antiabortisti anche nella nostra Europa.

Come possiamo stare a guardare in silenzio mentre i governi ultra conservatori di uno dei nostri principali partner ed alleati spogliano le donne dei loro diritti fondamentali?  Dobbiamo unirci con forza  a tutti coloro che denunciano questo assalto senza precedenti ai diritti riproduttivi e mettere in moto tutti i nostri strumenti diplomatici per fermare l’erosione della libertà e all’autonomia delle donne. Perché di questo si parla: libertà, autonomia e difesa dei diritti umani.

LA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA

Il 25 ottobre si è riunita, a Strasburgo, la seconda assemblea plenaria della Conferenza sul futuro dell’Europa, la prima con la partecipazione dei cittadini insieme con eurodeputati, parlamentari nazionali e rappresentanti delle istituzioni Ue.

Da qui usciranno le proposte finali per riformare l’Unione europea, che è poi il grande obiettivo della Conferenza. Sono convinto che la Conferenza sul futuro dell’Europa sia un grande appuntamento di democrazia partecipativa che ha il pregio di cambiare l’approccio verso i cittadini che, per la prima volta, sono i protagonisti.

Ho fatto notare che, durante la prima riunione costitutiva dei gruppi di lavoro si è vista un po’ di confusione e la mancanza di un’agenda precisa. Credo che serva strutturare l’agenda per macro temi come già accade sulla piattaforma digitale della conferenza, cosi da proteggere i cittadini e non schiacciarli in un dibattito tra addetti ai lavori. Questa conferenza è necessaria se si vuole veramente instaurare una cultura della democrazia partecipativa che va non a sostituire ma a integrare e potenziare l’apporto irrinunciabile della democrazia rappresentativa. 

IL COMPLEANNO DEL M5S

Passo dopo passo, battaglia dopo battaglia, il 4 ottobre 2021 il Movimento 5 Stelle ha compiuto 12 anni. Sono stati anni bellissimi in cui abbiamo contribuito a cambiare il Paese e a non smettere mai di essere portavoce dei cittadini.

Il Movimento 5 Stelle ha rappresentato una rivoluzione nel nostro panorama politico e anche oggi che si appresta a un percorso nuovo sotto la guida di Giuseppe Conte, non intende mettere da parte i suoi valori fondanti per continuare a fare la differenza.

Auguri quindi a noi che abbiamo avuto l’onore di partecipare alla crescita di questa forza politica. E auguri a tutti quelli che continueranno a sognare con noi il cambiamento

IL RACCONTO DI SETTEMBRE 2021

Carissimi, 

Settembre è stato un mese in cui si è discusso di temi molto delicati e soprattutto mi sono trovato a trattare argomenti determinanti per il nostro Paese e per il nostro ruolo in Europa. Un mese durante il quale abbiamo parlato del Futuro dell’Unione a Ventotene, nel quale abbiamo affrontato la delicata situazione Afghana, e nel quale ho girato il territorio per confrontarmi con cittadini, piccoli e medi imprenditori, agricoltori e associazioni di categoria. In Castaldo Con Te di questo mese troverete un reso conto dettagliato di quanto accaduto, buona lettura!

AFGHANISTAN

“I Talebani cercano le persone casa per casa, puntando a esecuzioni mirate. La gente a Kabul è terrorizzata, tutti cercano di scappare”. Questo il grido d’allarme dell’Ambasciatore afghano all’ONU, Ghulam Isaczai, all’indomani della presa della capitale da parte delle milizie talebane. Ḗ passato solo un mese da allora, ma i riflettori sembrano già cominciare a spegnersi su una catastrofe umanitaria con pochi altri precedenti.

Insieme ad altri 76 colleghi che siedono oggi in quest’aula le abbiamo inviato una lettera per richiedere che l’Unione apra dei corridoi umanitari con l’Afghanistan, applicando la direttiva 55 del 2001 sulla protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati.

Se non vogliamo che la nostra ambizione di divenire un attore internazionale credibile che basa il suo operato sul rispetto dei diritti umani rimanga solo un concetto astratto, se non vogliamo che il prezzo più alto lo paghi chi ha collaborato con il nostro personale occidentale, le donne, i bambini, ogni soggetto fragile, serve coerenza, serve coraggio e serve ora, perché il tempo scorre veloce e contro di noi. Corridoi umanitari subito.

LIBANO

La vita, a Beirut così come in tutto il Libano, si è ridotta, per una popolazione in ginocchio fisicamente, mentalmente ed emotivamente a una mera la logica di sopravvivenza. I danni alla città e all’economia del paese causati dall’esplosione al porto di Beirut restano, oggi, incalcolabili. La situazione sanitaria, economica e sociale seguita a peggiorare mentre la classe politica e dirigente del paese rimane fin troppo impegnata nell’endemica lotta per la spartizione del potere.

No, il popolo libanese da sempre un grande esempio di solidarietà,  e lo abbiamo visto anche nella crisi siriana, davvero non lo merita. E se l’Unione vuole avere  un ruolo rilevante nella costruzione del futuro, dobbiamo farci portavoce delle legittime richieste della popolazione, trovare un sistema per controllare il flusso degli aiuti, e accertarci che gli impegni presi da questo nuovo governo vengano pienamente attuati. E anche, qualora gli attuali responsabili continuino a fare ostruzionismo sulle riforme e sulla lotta alla corruzione, adottare le sanzioni del quadro recentemente approvate, a partire dai responsabili dell’esplosione del porto.

Sarà fondamentale evitare i protagonismi di singoli Stati membri e seguire una linea comune, svolgere un ruolo costruttivo nel raggiungimento della stabilità e dell’unità del paese, per sostenere quel desiderio legittimo di giustizia sociale ed economica che spinge migliaia di persone a scendere oggi in piazza per garantire un futuro a sé stessi e ai propri figli.

GENOVA-SALONE NAUTICO

Il 20 settembre ho avuto l’onore di partecipare al 61° Salone Nautico di Genova, specchio di un mercato per il quale i dati di previsione dell’anno in corso, recentemente diffusi dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, confermano un trend di crescita molto sostenuto.

Oggi la nautica, nell’intera filiera del mondo della blue economy del nostro Paese rappresenta l’8,5% del pil e, soprattutto, quasi un milione di occupati. Io credo che, contando anche le potenzialità inespresse in questo ambito, le possibili sinergie con il nostro straordinario patrimonio storico, archeologico, naturalistico, paesaggistico, la biodiversità che caratterizza la nostra penisola, possano ulteriormente crescere.

Perché ciò accada la politica deve farsi finalmente carico di proporre una visione strategica che sappia integrare i vari elementi e accompagnare quelle riforme che gravano su un comparto che ha un moltiplicatore elevatissimo, quasi due euro di ritorno per ogni euro investito. Il taglio della burocrazia ma anche il taglio degli oneri fiscali eccessivi, potrebbero eliminare delle vere e proprie zavorre che appesantiscono la nave della nautica italiana.

VENTOTENE: IL FUTURO DELL’UNIONE

Ottant’anni fa, a Ventotene, Altiero Spinelli e Ernesto Rossi con l’aiuto di Eugenio Colorni, scrissero un documento che avrebbe avuto un impatto dirompente sulla storia dell’Europa moderna e sulla nascente Unione Europea. Insieme a uomini e donne che si erano opposti ai regimi totalitari, come Umberto Terracini, Pietro Secchia, Camilla Ravera e Sandro Pertini e accomunati da un grande spirito di libertà e da un indomito desiderio di giustizia, si trovavano su un’isola che si trasformò da luogo di reclusione per indesiderabili, in luogo di riflessione e fucina di idee ove si cominciò a “tessere la trama del futuro”. Insieme con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ho potuto ricordare, nel giorno dell’80° anniversario, quel Manifesto che ispirò chi dovette ricostruire l’Europea dopo il terribile conflitto, idee che presero poi vita, con la nascita delle Comunità Europee prima e dell’Unione Europea poi, realizzando, almeno in parte, il sogno dei “rivoluzionari” di Ventotene. Purtroppo, però, il progetto per un “Europa Libera e Unita”, non ha trovato ancora la sua piena attuazione. Per questo, è dovere di tutti quelli che credono nei principi del Manifesto di Ventotene e lottano per il miglioramento dell’Unione Europea impegnarsi al massimo per rendere la Conferenza sul Futuro dell’Europa un successo e questo potrà accadere solo ed esclusivamente se riusciremo a coinvolgere in questo grande evento l’opinione pubblica, i cittadini e le forze della società civile.

CONNECTING EUROPE

Il 2021 è l’anno europeo delle Ferrovie. Per questo, il Connecting Europe Express è giunto a Roma durante un tour iniziato il 2 settembre da Lisbona e che si concluderà il 7 ottobre a Parigi dopo aver toccato 26 Paesi e oltre 100 città e attraversato 33 valichi di frontiera. Durante l’evento di festa dell’arrivo del treno alla stazione Ostiense ho spiegato che l’obiettivo è avere un’Europa sempre più unita, connessa e sostenibile. E in tale processo l’Italia gioca ruolo fondamentale. Il concetto di Europa unita, non si riferisce solo all’integrazione politica ma passa attraverso la connettività e la connessione tra i singoli punti che la compongono. Oggi dobbiamo ripensare le modalità di trasporto ragionando su una sostenibilità che ci consente, da un lato, di raggiungere gli obiettivi che abbiamo voluto stabilire a Parigi – e quindi trasformare in realtà la legge del clima europea – e dall’altro lato anche consentire all’utente di avere un servizio a 360 gradi.

Il treno può, infatti, diventare anche un punto di incontro e di socialità e non solamente uno strumento che ci consente di spostarsi da un luogo ad un altro. Come Parlamento europeo abbiamo voluto testimoniare ciò andando a consacrare il 2021 come Anno Europeo delle Ferrovie, ricordando che quel 25% di emissioni generate dal trasporto ferroviario pesano soltanto per lo 0,4%. Questo testimonia la grandissima e intrinseca sostenibilità del trasporto ferroviario e la sua capacità di essere capillare. Gli investimenti devono, quindi, andare a incrementare sia l’Alta velocità tra le grandi capitali europee, sia la rete locale e regionale. Puntiamo ad avere anche un grande salto di paradigma dal punto di vista tecnologico: pensiamo, ad esempio, all’idrogeno che ci potrà consentire di percorrere tratte con pendenze e condizioni olografiche molto particolari diventando l’emblema di questo grande percorso che il Green Deal vuole ottenere trasformando entro il 2050 l’Europa in un Continente a impatto zero sul clima.

IL MIO TOUR SUL TERRITORIO

Tra Toscana, Marche, Lazio e Umbria mi sono dedicato ai territori a me tanto cari. Durante le settimane che precedono le elezioni del 3 e 4 ottobre, insieme con Giuseppe Conte ho avuto modo di vedere molte piazze piene e colorate e di conoscere da vicino l’affetto e il calore della gente. È stato bello vivere questi momenti di incontro dopo mesi difficili. L’atmosfera di grande entusiasmo che abbiamo trovato ci ha fatto comprendere l’immensa voglia di partecipazione che c’è sia nei piccoli che nei grandi comuni. Ogni comune ha una sua unicità e merita di essere valorizzato nelle sue peculiarità, a partire dai borghi fino ad arrivare alle eccellenze produttive che da ogni territorio contribuiscono a creare il grande marchio del Made in Italy.

Il confronto con tutte queste realtà è ciò da cui si parte per fare politica, e questo tour è un’occasione preziosa per rimanere in contatto con le esigenze delle persone, cercando di dare sempre risposte concrete ai bisogni della vita di tutti i giorni a livello locale e non solo.

Il Movimento 5 Stelle, nato nelle piazze e sui territori, deve continuare ad essere il principale interprete di questo entusiasmo e soprattutto deve farsi garante del sostegno istituzionale alle amministrazioni che si troveranno a dover gestire i fondi europei del Pnrr, fondi che grazie alla tenacia di Giuseppe Conte oggi ci prepariamo a investire.

La sfida è di portata storica, ma mettendo al servizio della collettività tutte le energie a disposizione e offrendo supporto ai territori, sapremo cogliere al meglio questa straordinaria opportunità di rilancio del nostro Paese.