giovedì 02 dicembre 2021

La Grecia, l’austerity e i “cavalli di Troika”: un futuro solitario o solidale per i paesi mediterranei?

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Dic 2014

L’evento “Per un’Europa solidale: quale futuro per la Grecia e i paesi del Mediterraneo?” è stata un’ottima occasione per discutere insieme degli effetti (disastrosi) dell’austerity in Grecia. All’evento, organizzato da me al Centro Congressi Cavour di Roma, hanno partecipato Epaminondas Marias, eurodeputato greco del Gruppo ECR e presidente del movimento Cittadini anti-Memorandum, che ha raccontato i disastrosi effetti delle politiche dell’austerity nel suo Paese. Sono inoltre intervenuti parlamentari nazionali ed europei del MoVimento 5 Stelle (Barbara Lezzi, Paola Taverna, Nunzia Catalfo, Giorgio Sorial, Dario Tamburrano, Laura Agea, Piernicola Pedicini).

La Grecia, primo paese a subire la “cura” della Troika (BCE, FMI e Commissione Europea) si trova oggi a fare i conti con la situazione più grave nello scenario socio-politico europeo e con il livello di disoccupazione più alto dell’intera Unione (tasso del 26%).

Allo stato attuale, la metà degli 1,2 milioni di cittadini rimasti disoccupati è sprovvista di qualsiasi possibilità d’accesso alle cure mediche e assistenziali; il tasso di suicidi è cresciuto del 40% così come si è registrato un aumento delle infezioni da Hiv.

Questi sono solo alcuni tra gli effetti drammatici e vergognosi che ha prodotto la gestione della troika in Grecia: il caso ellenico dimostra quanto l’Europa abbia il disperato bisogno di cambiare marcia verso la solidarietà, se non vuole costringere i popoli del Mediterraneo a ripudiare la moneta unica per sfuggire dall’austerità.

La condivisione di analisi e prospettive tra Marias e i portavoce M5S riguarderà anche l’eventuale opportunità di realizzare, nel corso dei prossimi mesi, un’unione dei Paesi UE mediterranei che, insieme, potrebbero costituire un’unica piattaforma basata su una cooperazione capace di avere un grande peso specifico a livello internazionale e in grado di sottrarsi al cappio della BCE, dando finalmente respiro ai cittadini e all’economia reale.

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