mercoledì 29 giugno 2022

Juncker, la Svizzera e il “G7 degli evasori”

23

Mar 2015

Sono 7.499 i clienti italiani della HSBC, la grande banca londinese nella cui sede di Ginevra molti nostri abbienti connazionali, desiderosi di spostare i propri capitali lontano dagli occhi del fisco italiano, hanno depositato un totale di 7 miliardi e 452 milioni di euro.
Nella classifica mondiale della HSBC l’Italia risulta quinta per numero di clienti e settima per quantità di soldi custoditi. Forse è questo il messaggio nascosto dietro il loro motto “The world’s local bank”, la banca locale del mondo: ci sono più soldi là che in Italia. In effetti, più “locale” di così..!

Davanti a cifre da capogiro come queste, la “strabiliante” trovata del Governo italiano per combattere il “nero” e l’evasione è stata una nuova imposta di bollo, applicata ai versamenti giornalieri superiori ai 200 euro. Fortunatamente si sono accorti in tempo che era un’ipotesi ridicola che avrebbe nuociuto più ai piccoli commercianti che ai soliti grandi evasori, ed è stata bocciata sul nascere.

Se il Governo italiano pecca di ingenuità, la Commissione europea non brilla certo per correttezza. Lo scandalo Swissleaks arriva poco dopo un altro recente scandalo, il Luxleaks, scoppiato lo scorso novembre, in cui si denunciavano le aggressive e disinvolte pratiche fiscali adottate in Lussemburgo nel ventennio in cui l’attuale presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ricopriva la carica di Primo Ministro del Granducato.

Accade così che, mentre l’Unione europea chiede continui sacrifici ai cittadini dei paesi membri, il capo della Commissione venga “graziato” dal suo amico Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo. In che modo? In seguito alla pubblicazione dello scandalo, molti eurodeputati, giustamente indignati (e tra questi noi del MoVimento 5 Stelle), hanno dato inizio alla raccolta firme per la messa in moto di una Commissione di inchiesta al Parlamento Ue contro dumping ed evasione fiscale. Il 5 febbraio, nel corso della conferenza dei presidenti al Parlamento europeo, i gruppi politici della grande alleanza europea (Popolari, Socialisti e Liberali) hanno incredibilmente bocciato questa proposta, nonostante avesse ottenuto il sostegno necessario dal 25% (188) degli eurodeputati. Si è verificato quindi un declassamento da Commissione di inchiesta a Commissione speciale, ovvero uno strumento parlamentare meno incisivo e senza veri poteri investigativi.

Aggiungerei anche che il silenzio dei leader europei in questa faccenda e all’indomani delle rivelazioni sullo scandalo della HSBC svizzera è a dir poco sconvolgente. All’interno dell’Unione europea ci sono ancora troppe possibilità di sfuggire o di aggirare le leggi sull’evasione. Pur essendoci in teoria misure per lottare contro l’evasione fiscale, nella pratica non vengono applicate.
La verità é che stanno costruendo l’Europa del G7… del G7 degli evasori!

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