venerdì 20 maggio 2022

Il collasso dell’Ucraina e la cattiva coscienza dell’Europa

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Apr 2015

Carissimi, vi invito tutti a leggere con estrema attenzione questo articolo de Il Fatto Quotidiano sull’attuale catastrofe economica che incombe sull’Ucraina. È un quadro che, purtroppo, corrisponde in modo concretamente agghiacciante alla realtà.

La realtà di un’amministrazione da tempo non più in grado di svolgere il proprio ruolo. Di un’economia in ginocchio e sull’orlo del default che si indebita per comprare altre armi e non per misure straordinarie di lotta contro la povertà. Di un paese governato da una classe dirigente tra le più corrotte al mondo, costituita di fatto da oligarchi impegnati a spartirsi le spoglie dello Stato. Sullo sfondo, centinaia di migliaia di profughi e il carnaio di in una guerra dissennata nel Donbass, ormai tomba di tanti giovani di un lato e dell’altro della barricata, quegli stessi giovani che dovrebbero invece lavorare e studiare per costruire un nuovo futuro per quelle terre. Una guerra che, comunque vada, perderanno tutti.

Tralascio volutamente la presenza di settori di estrema destra nell’esercito ucraino e molte altre “anomalie” controverse. Perché ritengo che questo semplice quadro, candidamente ammesso proprio dal ministro ucraino dell’economia durante il suo soggiorno negli USA, racconti meglio di qualunque altra considerazione cosa è accaduto e debba far riflettere una volta per tutte i gradini strateghi che sfilano nei corridoi della Commissione, del Consiglio e del Parlamento Europeo. Coloro che, comodamente seduti a centinaia di km dal fronte, continuano a sproloquiare invitando tutti a mostrare i muscoli contro la Russia: i corresponsabili di questa catastrofe, avendo preferito la contrapposizione aperta alla negoziazione e alla diplomazia. Se hanno ancora una coscienza, è il momento di capire che non c’è soluzione possibile per salvare i milioni di persone coinvolte che non passi da un vero accordo politico con la Russia, rinunciando alla folle corsa espansionista e militarista della NATO e facendo dell’Ucraina non solo uno Stato neutrale, ma il vero e proprio ponte tra UE e Mosca, con opportune garanzie e devolution di poteri per la minoranza russa e russofona. Questo garantirebbe al paese il sostegno di entrambe e le risorse per risollevarsi. Questo è ciò che si deve fare, se si ha a cuore la vita e il futuro di milioni di persone e non l’interesse geopolitico di qualche superpotenza.

Questo è quello che ho e abbiamo sempre sostenuto come MoVimento 5 Stelle Europa. Ma il mainstream europeo continua ad adottare un’avarissima economia della ragione, preferendole la becera ragione dell’economia. Confermando che l’UE è ancora un nano della politica. Un nano peraltro smemorato: perché dei diritti umani si ricorda solamente in modo stranamente e opportunisticamente selettivo.

Ecco perché, come ho fatto qualche mese fa, continuo e continuerò a gridare al Parlamento Europeo che non possiamo essere la terza camera di Washington.

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