venerdì 20 maggio 2022

Mafia Capitale: giù le mani dalla nostra città!

02

Dic 2014

Un’indecenza dentro e fuori dal Comune: Alemanno indagato, 37 arresti e perquisizioni nella Regione Lazio e al Campidoglio. Non è Romanzo Criminale (o forse la versione 2.0) ma il solito, squallido show della malavita capitolina.

“A Roma la mafia c’è”. Non sono chiacchiere da bar, ma le parole dell’attuale Procuratore della Repubblica di Roma. Le infiltrazioni di camorra e ‘ndrangheta nella gestione dei locali della Capitale erano già state rese note dalle numerose inchieste uscite sui giornali. Come non ricordare i recenti sequestri di alcuni ristoranti del centro di Roma in odore di criminalità?

La mafia non avrebbe però agito da sola. Le indagini coordinate da tre PM rivelano dieci anni di favori, ruberie, corruzione e appalti vinti dalle persone sbagliate grazie all’aiuto proprio dei politici. Una vergogna bipartisan dalla quale nessun partito uscirebbe pulito: tra gli indagati anche l’ex sindaco Alemanno, insieme agli ex consiglieri Luca Gramazio (Pdl), Eugenio Patanè (Pd) e il presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti.

Ottenere il potere a Roma consiste in questo: spartirsi la torta, fregandosene dei problemi dei cittadini. Poi ci si chiede come mai il bilancio del Comune abbia un buco di oltre 8 miliardi di euro!

Lo splendore di Roma copre lo squallore di una comunità cittadina dilaniata dal clientelismo e fatta a pezzi picconata dopo picconata. Sindaco dopo sindaco. Un triste destino per la Città Eterna, ormai degradata a bancomat al servizio dell’amministrazione (e della connivente opposizione) di turno.

Auguriamo buon lavoro alla magistratura e alle forze dell’ordine, ma sappiamo bene che il loro impegno non basterà: per sradicare le radici marce che si insinuano nella nostra società civile dobbiamo prevenire, non solo curare. Quindi tocca a noi tutti scegliere, ogni giorno, di essere dalla parte della legalità. Di non inseguire il piccolo favore per pochi, ma l’equità per tutti. Possiamo eleggere persone oneste: basta avere il coraggio di dire NO.

Questa è l’unica “Grande Opera” di cui la nostra città non può fare a meno.

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