venerdì 20 maggio 2022

Arabia Saudita: quando un’opinione vale 1000 frustate. Una condanna di morte a rate?

25

Feb 2015

Signor Presidente, onorevoli colleghi, dieci anni di reclusione e mille frustate per un dibattito politico, sociale e religioso, quindici anni a un avvocato per avere svolto il suo ruolo di difensore dei diritti umani. Che sistema penale è quello in cui cinquanta frustate vengono inflitte e si viene curati per averne altre novecentocinquanta? Questa è una condanna di morte a rate, lenta e dolorosa.

Non c’è alcuna giustificazione né calcolo politico che possa consentirci di ignorare questa barbarie. L’Arabia Saudita, se è un partner, deve rispettare e ascoltarci e deve assolutamente liberare tutti coloro che sono ingiustamente detenuti per le loro opinioni, per la democrazia e per il dialogo, deve riformare il suo sistema penale trasformandolo in rieducativo.

Cari colleghi, la coscienza di questo Parlamento non può essere camaleontica con l’Arabia e con tanti altri paesi, come hanno detto tanti di voi anche prima, perché i diritti umani sono per noi un imperativo categorico. Non possiamo vendere i nostri principi tanto al barile di petrolio, perché ogni frustata inflitta a Badawi è una frustata inflitta alla nostra coscienza come parlamentari e come rappresentanti dell’intera Europa. Lo dobbiamo a Raïf e a tutti gli altri Raïf detenuti in Arabia Saudita. Dobbiamo usare ogni strumento in nostro potere e tutti i gruppi devono essere compatti da questo punto di vista.

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