venerdì , 23 febbraio 2018

Uiguri, difendiamo i loro diritti e quelli di tutte le minoranze.

uiguri

La persona che vedete in questo scatto fotografico è il leader Dolkun Isa, che rappresenta la piccolissima etnia degli Uiguri.
Dopo aver ascoltato le sue parole ho deciso di supportare con tutti i mezzi che ho la delicata questione delle violazioni dei diritti umani a danno degli Uiguri. Gli Uiguri sono una piccola minoranza di ceppo turco, originaria del Turkestan dell’Est e dell’Asia Centrale di cui probabilmente non avete mai sentito parlare.
E’ un popolo lontano da noi che vive in modo semplice grazie all’agricoltura e all’allevamento.
Una popolazione che non ha mai dato fastidio a nessuno. La  loro terra, sin dal 1949, è occupata dal governo cinese, il quale ha deciso, senza nessuna ragione, di attuare una vera e propria persecuzione nei confronti di questa minoranza che oggi risiede nella regione autonoma uigura dello Xinjian. Sono molte le persone che vengono arrestate senza alcuna ragione o che “spariscono” nelle carceri cinesi.
Ma questa non è la parte peggiore. Xi Jinping ha approvato delle leggi che hanno ristretto i diritti e hanno cancellato la libertà di espressione, di opinione e di poter professare la propria fede.
Addirittura è stato vietato al popolo Uiguri di imparare nella propria lingua nativa. Riuscite a immaginare cosa sta succedendo?
E non è finita qui.
Ho voluto incontrare il Segretario generale del World Uyghur Congress, Dolkun Isa, proprio per poterci confrontare sulle possibili soluzioni, visto che questa situazione rischia di tramutarsi in un vera tragedia.
Come potete ben capire molti Uiguri scappano, cercano di sorpassare il confine, anche a costo della vita. Stanno chiedendo lo status di rifugiati in altri paesi, sperando di non fare ritorno in Cina dove sarebbero lasciati morire, dimenticati nelle carceri.
E qui arriva il punto della questione.
5 Uiguri sono riusciti a scappare dalla Cina e, dopo avere attraversato i confine con la Turchia, si sono recati in Bulgaria. Pensavano di aver raggiunto un luogo sicuro. Non è stato così.
Le autorità bulgare non solo hanno rifiutato la loro domanda di asilo, ma li hanno arrestati su richiesta delle autorità cinesi e ora rischiano di essere deportati di forza in Cina.
Non deve succedere. Sarebbero incarcerati, torturati, uccisi. Non rivedrebbero più le loro famiglie.
L’organizzazione UNPO e il World Uyghur Congress hanno preparato un’interrogazione scritta che sto supportando. Con altri parlamentari ci stiamo impegnando a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su questo tema.
Il mondo in cui viviamo assomiglia ogni giorno di meno a quello in cui speravamo di vivere.
In ogni caso noi andremo sempre avanti per la difesa dei diritti umani! Non ci fermeremo MAI.

 

 

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