mercoledì , 22 novembre 2017

Trattato commerciale con Australia e Nuova Zelanda? Può essere un’opzione ma i diritti dei cittadini e dei consumatori non sono negoziabili!

L’Australia e la Nuova Zelanda sono certo paesi lontani ma sono e possono essere anche partner commerciali di primo piano per l’Europa e per l’Italia. Soprattutto, in alcuni casi, sono partner vantaggiosi. Noi italiani esportiamo in Nuova Zelanda due volte di più di quanto importiamo (400 milioni contro 200) e in Australia addirittura sette volte più di quanto importiamo (3,5 miliardi contro meno di 500 milioni). Indubbiamente, inoltre, questi paesi rivestono un ruolo di ponte per l’Europa verso la regione asiatica e del Pacifico.

Se queste sono le premesse, un trattato commerciale può essere un’opzione importante da sostenere. Abbiamo però posto una condizione inderogabile, su cui non possiamo in alcun modo transigere: proteggere l’agricoltura, l’allevamento e il settore lattiero-caseario.

Questi paesi, infatti, sono tra i primi produttori mondiali di latte e di carne: la Nuova Zelanda, ad esempio, ha una media di 419 capi a mandria, contro i 36 europei, ed esporta all’estero l’88 % della sua produzione. Senza tutele in questi settori, quindi, per noi non ci potrà essere alcun tipo di accordo.

In questi mesi qui al Parlamento europeo abbiamo negoziato duramente, ci siamo battuti con fermezza per fare in modo che il trattato finale contenga una tutela delle indicazioni geografiche, clausole di salvaguardia, contingenti tariffari e misure speciali di tutela, come richiesto anche dalle associazioni di categoria. Abbiamo voluto fissare dei paletti che proteggano i settori sensibili dell’agricoltura e del latte, abbiamo chiesto equità, trasparenza e garanzie per i diritti e per gli interessi dei cittadini.

A questo punto non resta che augurarmi che il Consiglio faccia la cosa giusta, che ascolti le nostre parole e che, quando rilascerà il mandato a negoziare, preveda una competenza mista di Stati membri e Unione europea, senza eludere così i processi democratici nazionali. Per noi i diritti dei cittadini e i diritti dei consumatori non sono in alcun modo negoziabili.

 

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