venerdì , 15 dicembre 2017

Tallinn, l’Ue ha bisogno di maggiore democrazia partecipativa

Nel mio intervento a Tallinn, durante i lavori della Conferenza interparlamentare Ue-Stati nazionali (COSAC), ho ricordato come l’Unione europea sia ad un punto di svolta importante. Sì, perché ad essere a rischio è il suo progetto di integrazione. 

I cittadini si sentono lontani dall’Europa e, al tempo stesso, sanno che a livello europeo vengono prese decisioni che hanno un enorme impatto sulle loro vite.
La disaffezione di una parte sempre più grande della popolazione europea verso l’Unione si è manifestata anche nell’elevata percentuale di astensioni registrate alle ultime elezioni europee. Questi dati sono particolarmente preoccupanti in quanto il maggior numero di astenuti è legato ai giovani: nelle elezioni europee del 2014 ha votato solo il 27,8% dei giovani di età compresa tra i 18 ei 24 anni.
Dovremmo pertanto attuare misure adeguate per coinvolgere in modo efficace e crescente i cittadini nella costruzione dell’Unione europea. In una parola, dobbiamo sviluppare strumenti di democrazia partecipativa.
Questo non deve essere solo un dibattito teorico ma, al contrario, deve rappresentare il punto di partenza di ogni strategia futura in quanto, al fine di riguadagnare legittimità, l’Unione europea deve riflettere la volontà e le priorità dei suoi cittadini.
Da questo punto di vista, il Parlamento europeo ha già sviluppato una piattaforma online sulla quale ogni cittadino può facilmente seguire le diverse fasi di un fascicolo: dall’inizio alla fine e sapere a che punto della procedura si trovi.
Questa è sicuramente una buona pratica, che potrebbe essere facilmente adottata anche dai parlamenti nazionali degli Stati membri e contribuirebbe a riavvicinare i cittadini europei non solo con l’Ue, ma con la politica in generale. È questa una delle principali sfide che dobbiamo affrontare.

Come diceva già nel XVIII secolo il filosofo francese Rousseau riferendosi ai cittadini britannici: “Il popolo dell’Inghilterra si illude quando pensa di essere libero; sono così, infatti, solo durante l’elezione dei membri del parlamento: perché, appena ne viene eletto uno nuovo, sono di nuovo in catene e non sono nulla“.
É necessario, quindi, attuare misure adeguate per coinvolgere in modo efficace e crescente i cittadini nella ‘costruzione’ dell’Ue, attraverso strumenti di democrazia partecipativa.

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