Punto 6: Abolizione del pareggio di bilancio

Il Pareggio di bilancio è stato inserito nella nostra Carta Costituzionale dal governo Monti, articolo 81. Ciò rappresenta una pura follia, visto che in tal modo qualsiasi investimento in Italia viene contabilizzato come debito del paese. Anche una parte del Pd ha chiesto l’abolizione del pareggio di bilancio. Diversi economisti, tra cui il premio Nobel Paul Krugman hanno fortemente criticato l’inserimento del pareggio di bilancio in costituzione. Con una battuta tutt’altro che banale si è detto che la riforma dell’articolo 81 ha dichiarato l’incostituzionalità di Keynes.
Il pareggio di bilancio in Costituzione riduce infatti oltre ogni ragionevolezza i margini di manovra dei governi, impone politiche economiche restrittive. Soprattutto, mette seriamente in dubbio la possibilità di politiche sociali, che pure trovano un riferimento obbligato nei principi costituzionali. Inserire l’articolo 81 è stato come mettere la Costituzione contro sé stessa.
Per capirci meglio: perché l’Italia è ancora in crisi? Per non aver varato le riforme strutturali necessarie? No! Lo è soprattutto perché a partire dal 2011 ha speso a deficit tre volte in meno di Irlanda, Gb e Spagna. Questi ultimi tre Paesi hanno parallelamente registrato una crescita maggiore alla nostra.

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