Punto 4: Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3 per cento annuo di deficit di bilancio

3 per cento

La famigerata “regola del 3%” è entrata a far parte del Trattato di Maastricht nel 1992; nel 1997 è rientrata nel Patto di Stabilità e più tardi è stata riprodotta nel Fiscal Compact che l’Italia ha ratificato. Ormai gran parte dei media italiani e dei politici ci ha abituati a previsioni catastrofiche per l’Unione europea se il vincolo del 3 per cento non sarà rispettato. Ma la verità è che il parametro si può sforare. Se andiamo a vedere la legge, questa infatti dice tutt’altra cosa, ovvero che “scostamenti temporanei del saldo strutturale dall’obiettivo programmatico – cioè scostamento dai limiti europei – sono consentiti in caso di eventi eccezionali, quali ad esempio periodi di grave recessione economica o gravi crisi finanziarie”, il che è proprio ciò che stiamo vivendo noi in Italia.
Il MoVimento 5 Stelle il 26 marzo 2014 ha presentato una mozione – che l’esecutivo ha però bocciato – che invitava il Governo a discostarsi temporaneamente dagli obiettivi fissati dal Patto di Stabilità stipulato nel 1997, in particolare per le questioni urgenti riguardanti la disoccupazione, la qualità e il costo delle abitazioni, i salari, la sicurezza dell’impiego, l’educazione, la coesione sociale, la qualità dell’ambiente, la salute e la sicurezza.

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