Presentazione del mio lavoro sulla “Cooperazione in materia di giustizia penale nell’Unione europea e in America Latina”.

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Per me è un onore essere qui tra voi e prendere la parola per presentare il mio lavoro sulla “Cooperazione in materia di giustizia penale nell’Unione europea e in America Latina”. È un onore e un piacere, come deputato europeo, come vicepresidente del Parlamento europeo, in particolar modo incaricato di compiti relativi all’America latina, e come giurista.

È un onore, in breve, condividere il compito di relatore di questo rapporto con lei, signor Víctor Rolando Sousa Huanambal che condivide con me il destino di giurista (lei con molti più anni di esperienza in questo settore!).

Ritengo che l’argomento che discuteremo sia della massima importanza per i due continenti. Sono felice che questa assemblea abbia accolto la mia proposta, formulata durante il nostro incontro di aprile a Panama. Dopo che il titolo della relazione è stato accettato, ho fermamente voluto essere relatore per il Parlamento Europeo, perché credo nell’importanza di una cooperazione seria, efficace e duratura tra l’Unione Europea e i paesi dell’America Latina a tal proposito.

E oggi sono qui per presentare il mio progetto di relazione, insieme al mio collega correlatore, che continuerà poi presentando il suo.

I processi di globalizzazione e interconnessione guidati dallo sviluppo economico e tecnologico hanno profondamente trasformato la società moderna, interessando tutte le sue aree, politiche, economiche e sociali. E questa tendenza sembra destinata a colpire ancora di più la società nel prossimo futuro.

Sfortunatamente, anche le attività illecite sono state in grado di beneficiare di questi progressi, sfruttando gli spazi aperti lasciati da lacune giuridiche o da legislazioni nazionali non coordinate o incoerenti.

Ciò è particolarmente importante in relazione a specifiche attività criminali quali il terrorismo internazionale, il commercio di armi, il traffico di droga e di esseri umani, la corruzione, i reati ambientali (come il traffico di animali selvatici, la caccia e la pesca illegali di specie protette, il traffico di rifiuti). Altri reati – come il riciclaggio di denaro o l’evasione fiscale – si compiono spesso per mezzo delle reti internazionali.

Per questo motivo, oggi, la cooperazione giuridica internazionale in materia penale si presenta come un elemento essenziale per il consolidamento e la difesa dello stato di diritto e dei sistemi politici democratici. D’altra parte, l’efficace funzionamento della giustizia penale nazionale è un prerequisito fondamentale per una proficua cooperazione internazionale, anche negli affari commerciali.

La cooperazione giudiziaria in materia penale costituisce un potente antidoto contro l’impunità, che è di per sé la negazione della giustizia. A questo proposito, si ricorda la recente relazione della Commissione Politica di Eurolat sul tema “Giustizia e lotta contro l’impunità”, redatta dai deputati Renate Weber e Victor Sousa, relativamente alla quale ho ritenuto che non c’era necessità nel mio rapporto di addentrarmi di nuovo su questo tema, da loro già trattato.

La cooperazione in materia di giustizia penale non è esclusiva degli uffici giudiziari e di polizia. È un processo complesso, ampio e aperto a cui partecipano anche il legislatore e la società civile. Entrambi hanno un ruolo fondamentale nella stesura, adozione e supervisione delle norme penali e nel rispetto dei principi e dei diritti fondamentali in cui risiede la cooperazione in materia penale. Pertanto, un potere legislativo e una società forti e indipendenti sono garanzia di una leale ed efficace cooperazione nella giustizia penale e viceversa.

La cooperazione in materia penale è anche uno strumento decisivo per lo sviluppo globale sostenibile: l’Obiettivo 16 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, dal titolo “Pace, giustizia e istituzioni forti”, comprende target il cui raggiungimento richiede una cooperazione tra gli Stati in materia penale.

D’altra parte, è da notare che il sistema di giustizia penale rimane uno dei settori che compongono il nucleo della sovranità nazionale e gli stati sono riluttanti a cedere la competenza in questa materia. Inoltre, a volte, la cooperazione giudiziaria in materia penale può essere limitata per ragioni che riguardano la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico o la tutela dei diritti fondamentali delle persone. La giustizia penale, in breve, è profondamente radicata nella cultura e nei costumi di un paese, quindi si potrebbe sostenere che un sistema può essere difficile da esportare in altri paesi; persino valori e principi universali a volte trovano interpretazioni diverse da un paese all’altro. Tutto questo, storicamente, ha ostacolato la cooperazione tra Stati in materia penale.

Di fatto, per cooperare in materia penale, dobbiamo condividere valori e principi fondamentali che racchiudono il cuore stesso della democrazia e dello stato di diritto!

In questo senso, i valori legali di base e la struttura sistemica degli ordinamenti giuridici della maggior parte dei paesi latinoamericani ed europei ci permettono di aspettarci una maggiore cooperazione nella giustizia penale nell’UE e in America Latina.

Fino ad oggi, alcune forme di cooperazione in questo settore sono state sviluppate, tra i nostri paesi, a livello bilaterale, regionale o multilaterale.

Questa cooperazione è stata recentemente rafforzata dalla convinzione della minaccia sistemica (allo stesso tempo particolare e globale) che rappresentano i gravi atti criminali transnazionali e internazionali in un mondo globalizzato, sebbene spesso i programmi di cooperazione abbiano seguito modelli di circoli concentrici senza connessione apparente o coerenza tra i diversi livelli.

Di conseguenza, il diritto e la cooperazione penale internazionale sono stati insufficienti, incoerenti, lenti o inefficaci per affrontare tali problemi.

In breve, come ho cercato di chiarire nel mio lavoro, sono estremamente convinto che – a causa della natura stessa del fenomeno – un’efficace cooperazione giudiziaria in materia penale tra l’Unione Europea e l’America Latina, possa essere realizzata completamente solo attraverso un accordo multilaterale e vincolante che copra l’intera questione. Voglio dire …

In primo luogo, la cooperazione internazionale in materia di giustizia penale deve riguardare globalmente i tre pilastri della catena criminale: cooperazione di polizia (compresi i servizi doganali e di sorveglianza finanziaria), cooperazione giudiziaria stricto sensu e  cooperazione tra sistemi penitenziari. Ciò presuppone un’adeguata cooperazione, anche nei settori amministrativo, tecnico, tecnologico e dell’informazione, lo scambio di informazioni e di esperienze e l’organizzazione di programmi comuni per la formazione del personale e l’armonizzazione legislativa.

In secondo luogo, sono estremamente convinto che il modo più efficace per raggiungere questo obiettivo sia un trattato vincolante che coinvolga l’UE e i suoi Stati membri insieme agli Stati dell’America Latina. Ciò contribuirà a creare un circolo virtuoso che consentirà lo sviluppo di una cultura giuridica comune per combattere il crimine e rafforzare le società libere.

Per questi motivi, con il permesso del mio correlatore, vorrei che il nostro progetto comune di relazione sollecitasse con forza l’Unione Europea e i nostri rispettivi paesi a lanciare urgentemente una conferenza internazionale per negoziare un trattato vincolante che copra i tre pilastri della cooperazione in materia penale tra l’UE e l’America Latina.

Sono consapevole, naturalmente, delle difficoltà politiche che si oppongono a questa idea, ma credo fermamente nelle immense possibilità di cooperazione e nelle capacità di dialogo dei nostri rispettivi paesi! Sono certo che questo sarà un altro passo nella lunga e antica strada della cooperazione politica tra i nostri paesi.

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