martedì , 22 maggio 2018

Penisola coreana: l’UE assuma il ruolo di mediatore

Gli ultimi sviluppi nella penisola coreana hanno nuovamente catalizzato l’attenzione delle principali potenze mondiali. Quanto a importanza e rilevanza, credo che la visita di Kim Jong-un a Pechino e il possibile incontro bilaterale Stati Uniti-Corea del Nord si commentino da sé. Ancora una volta la questione della stabilità della penisola dimostra quanto questa regione abbia un valore geopolitico che va ben oltre la sua dimensione geografica e demografica: evitare soluzioni militari dalle conseguenze imprevedibili e incentivare il dialogo fra le parti, quindi, è oggi l’unica soluzione possibile. Allontanare le ombre di un possibile conflitto da questa regione deve rimanere una delle nostre massime priorità. Queste le parole che ho pronunciato nel mio discorso durante la Plenaria di Strasburgo, ribadendo quanto sia fondamentale intensificare la cooperazione con la Corea del Sud, nostro partner strategico e come sia necessario tenere bene a mente – e ricordare ai nostri alleati americani – che qualsiasi tipo di escalation militare avrebbe un impatto devastante soprattutto sulla sua popolazione civile e su quella dei nostri alleati giapponesi, altro partner fondamentale. Anche per questo dobbiamo sostenere e incoraggiare le iniziative di dialogo intra-coreane, adoperandosi affinché le potenze globali e regionali coinvolte contribuiscano positivamente a questo processo. Quanto alla Corea del Nord, è importante ribadire che l’astensione dalle provocazioni missilistiche e l’arresto del programma nucleare sono condizioni imprescindibili non solo per mantenere il dialogo aperto, ma anche e soprattutto per riaprire, se agli impegni seguiranno fatti concreti e inoppugnabili, possibili prospettive di aiuto umanitario. In quanto attore terzo, neutrale e privo di ambizioni o secondi fini di cui altri attori possono essere tacciati, possiamo e dobbiamo avere l’ambizione di proporci come autorevole mediatore: mai come in questo momento – e lo vediamo anche in teatri a noi ben più vicini – occorre ribadire l’importanza del dialogo piuttosto che una retorica basata su minacce e prove di forza ed escalation. Questo è e deve rimanere il nostro ruolo. Questi sono i nostri principi e i nostri valori, in un mondo in cui diplomazia e politica troppo spesso vengono erroneamente accantonate o rese impotenti.

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