venerdì , 15 dicembre 2017

Migrazione, l’accordo con la Libia è solo una misura tampone. Servono soluzioni di lungo periodo

Lo scorso 12 settembre, sono intervenuto, durante la plenaria di Strasburgo, sui recenti sviluppi in materia di migrazione. Ho evidenziato come il contenimento dei flussi migratori provenienti dalla Libia non deve portarci a credere che il peggio sia passato. Gli accordi con il governo libico, se da un lato, hanno portato ad una indubbia riduzione degli sbarchi, dall’altro rischiano di lasciare intrappolati migliaia di subsahariani in dei veri propri lager come quello di Sabha dove non vi è alcun rispetto per i diritti umani.

Non possiamo farci illusioni: l’accordo con la Libia non è che una misura tampone che deve essere accompagnata da soluzioni di lungo periodo, volte ad estirpare le cause profonde della migrazione, attraverso una politica di cooperazione e di sviluppo sostenibile che ponga al centro i diritti delle persone e la creazione di posti di lavoro per i giovani. Ricordo che la popolazione africana crescerà a più di 2,5 miliardi di persone entro il 2050.

Non possiamo permettere che l’agenda sia dettata dai soliti interessi di carattere economico delle multinazionali. Il summit Ue-Ua di Addis Abeba deve essere un momento di questo nuovo inizio. L’Africa è lo specchio delle nostre ambizioni, come attore geopolitico, a noi decidere quale immagine vogliamo che rifletta.

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