Messico, un orrore nascosto da un silenzio assordante

Il 26 settembre sono scomparsi 43 studenti della scuola Normal di Ayotzinapa nello Stato messicano del Guerrero (centro-sud). I primi di ottobre, a Iguala (Guerrero) sono stati trovati in una fossa comune 28 corpi non identificati. Non sono purtroppo casi isolati: negli ultimi anni a Juarez nello Stato del Chihuahua sono scomparse 400 donne. E sempre più spesso capita di trovare fosse comuni.

Del resto, l’ultimo rapporto del governo federale mostra che ad oggi sono 22,322 le persone sparite nell’intero Mexico. Le manifestazioni popolari sono sempre più represse nel sangue. Se diventa così difficile ritrovare delle persone scomparse, forse è perché si fanno sempre più forti ed evidenti i legami tra Stato e criminalità. Sullo sfondo, sbiadisce sempre di più la libertà di stampa nel paese, vittima di una costante repressione: secondo la Commissione nazionale sui diritti umani, dal 2000 al 2012 in Messico 81 giornalisti sono stati uccisi e altri 14 risultano scomparsi.

In un’Europa sempre più accecata dalla bramosia di conquistare nuovi mercati sta forse scomparendo, invece, il coraggio di denunciare con forza palesi violazioni dei diritti dell’uomo. Noi aiuteremo il popolo messicano ad avere una voce, diffondendo la notizia di quest’orrore dentro e fuori le aule parlamentari. E se la situazione non cambierà, potremmo valutare di proporre la sospensione degli accordi commerciali tra Ue e Messico.

Questo è  il video cruento che ha rilasciato dalla Brigada Informativa Altavoz, una comunità di giornalisti e attivisti che provano a far emergere la verità.
Il video spiega quello che sta accadendo in Messico. Le immagini sono molto violente e sconsigliate a chi ha una particolare sensibilità.

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