venerdì , 20 luglio 2018

L’uscita degli USA dall’accordo sul nucleare iraniano è un errore storico

 “Guardati dal nemico ma dall’amico guardati cento volte”.

Questo aforisma, che ho utilizzato per introdurre il mio intervento durante la plenaria di Strasburgo, calza a pennello alla complicata situazione che si è creata a seguito della decisione americana di ritirarsi unilateralmente dall’accordo sul nucleare iraniano.

Questo ha portato la Commissione ad estendere il mandato della BEI all’Iran per supportare le nostre imprese e a rispolverare il cosiddetto statuto di blocco, che proibisce alle compagnie europee di adeguarsi alle sanzioni extraterritoriali statunitensi. Questa partita a scacchi rappresenta un problema tanto grande quanto complesso. Nonostante l’Unione e gli Stati membri abbiano a più riprese affermato il nostro supporto all’accordo, con la conferma delle sanzioni secondarie verrebbero meno gli incentivi economici per l’Iran, che infatti ha minacciato di uscire a sua volta.

Credo, che la decisione statunitense di lasciare unilateralmente l’accordo rappresenti un errore storico e sono fermamente convinto che sia nostro dovere fare tutto il possibile per salvaguardarlo, nonostante gli strumenti a disposizione forse non siano ancora sufficienti per l’arduo compito.

Voglio fare un ultimo appello al Presidente Trump: sediamoci assieme e, partendo dall’attuale base, che è appunto l’accordo stesso, un accordo che sta funzionando, cominciamo i negoziati per ampliarlo, venendo incontro alle vostre preoccupazioni. Come gesto di buona fede, però, gli Stati Uniti rinuncino quantomeno ad applicare le sanzioni secondarie alle compagnie europee.

Se dovessimo fallire assisteremo ad un precedente pericolosissimo, non solo per l’ulteriore destabilizzazione e l’escalation nella regione, ma perché si renderebbe evidente che gli Stati Uniti in primis e l’Occidente tutto non sono più partner affidabili nel mantenere la parola data. Ne va della nostra sicurezza, come lei ha detto, e non solo del nostro commercio.

Cari colleghi, la fiducia si guadagna goccia a goccia, ma si perde a litri. È essenziale che su questo dossier non ci siano spaccature tra noi, e agli alleati statunitensi dico: attenzione ad abbandonare il multilateralismo in favore di confronti bilaterali, può essere un’arma a doppio taglio anche per voi. Come dice un antico proverbio persiano, “se il gatto e il topo trovano l’accordo, il droghiere è rovinato”.

 

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