Libia, dov’è l’Europa?

Il mio intervento sulla questione libica

Poco più di 100 anni fa Gaetano Salvemini, uomo di cultura e coraggioso parlamentare, condannava aspramente la guerra coloniale dell´Italia per conquistare la Libia che lui definiva “uno scatolone di sabbia”.

I tempi cambiano e oggi la Libia è un moderno vaso di Pandora dal quale sgorgano copiosi: sangue, petrolio e lacrime di disperazione.

A marzo 2011 cominciava Odissey Dawn, l’operazione voluta dal Presidente Sarkozy e finalizzata ad appoggiare la rivolta contro il regime di Gheddafi.
Lo stesso uomo che, fino a qualche anno prima era ospite gradito anche in Italia, dove per la sua venuta era stato organizzato un mega party con tanto di hostess e tendone orientale, fuori dall’Eliseo e nella mia città, Roma.

Come spesso accade, un’acuta programmazione strategica ha ritenuto che si potesse creare una nuova democrazia sganciando bombe come fossero semi, e lasciando maturare spontaneamente lo stato di diritto dal caos.

Peccato che invece di una forma democratica di governo, in Libia c’è una feroce guerra civile e le conseguenze sono pagate dai cittadini dei Paesi del Mediterraneo e dai 140.000 disperati che hanno tentato la traversata solo quest´anno.

Frontex Plus e le sue vaghe promesse sembrano più che altro un placebo. Esprimo un pensiero di solidarietà ai marinai italiani impegnati in Mare Nostrum che rischiano la vita e la salute ogni giorno con grande senso del dovere. Avete la stima di tutto il #M5s.

I governi che si sono alternati negli ultimi anni hanno le proprie responsabilità, ma l´Unione cosa fa? Spinge per un intervento d´interposizione delle Nazioni Unite? È pronta a farsi carico seriamente e unitariamente della lotta al traffico di esseri umani, di una politica incisiva di accordi con i paesi d’origine e di transito? NO.
Sembra invece che stia solo aspettando di capire quale fazione sarà più forte.

Il partenariato meridionale ha la stessa importanza di quello orientale, colleghi!
E non possono sostenerlo solo i paesi del sud dell’Europa!

Dimostrate una buona volta che l´Europa, oltre gli slogan, possa essere unita non solo nella diversità ma anche e soprattutto nelle avversità.

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