Libia, c’è nessuno?

Oggi sono intervenuto in Commissione Affari Esteri al Parlamento di Bruxelles nella riunione con i rappresentanti del Bundestag (il Parlamento tedesco), venuti qui per discutere con noi parlamentari europei della politica di vicinato dell’Unione. Come al solito, tutti impegnati e accalorati a discutere dell’Est e dell’Ucraina… ma dei paesi meridionali se ne sono scordati?

Il vicinato del Sud è meno importante di quello dell’Est?

160mila migranti e 3.500 morti in un anno non sono abbastanza? Per loro evidentemente no.

Quante catastrofi umanitarie dovremo vedere prima che questi signori prendano coscienza della gravità della situazione e si rendano conto che dobbiamo affrontarla a livello europeo?

Ho pertanto lanciato ai colleghi tedeschi un appello: ho chiesto loro di uscire dalla cecità del loro disinteresse per fronteggiare insieme l’allarmante situazione della Libia e dell’intero Nord Africa, troppo spesso ignorati nel palazzo delle istituzioni europee e nelle cancellerie di molti Stati membri del nord Europa, e di supportare concretamente la neonata democrazia in Tunisia, paese in cui mi recherò nuovamente per l’ultima parte della missione di osservazione elettorale il prossimo 20 dicembre.

Ma soprattutto li ho invitati a riflettere sul concetto più importante: un’Europa senza una volontà comune fondata sulla SOLIDARIETÀ e su una cooperazione equa è un’Europa che ha perso le sue battaglie ancora prima di iniziarle. Riusciremo con il tempo a svegliarli?

Avanti tutta, siamo solo all’inizio!

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