L’accordo UE-Turchia è illegale: l’Europa si fermi finché è in tempo

Illegale. Il vostro accordo è semplicemente illegale, oltre che ingiusto e immorale.
Lo voglio dire forte ai potenti dell’Europa – Merkel, Juncker e pure Renzi – che hanno preso una decisione, con tutto il cinismo di cui sono capaci, sulla pelle dei migranti e alle spalle dei cittadini europei.
Vi dico una cosa: sono arrivato qui al Parlamento europeo esattamente due anni fa. Con gli altri portavoce del MoVimento 5 Stelle abbiamo fatto e facciamo tutti i giorni una battaglia dura, serrata e costante – con i mezzi a nostra disposizione – per riportare la democrazia in un’Europa ormai lontanissima dalla sua prima ispirazione. E quello di cui sto per parlarvi, vi confesso, è uno dei più grandi scandali che mi siano passati sotto gli occhi.

L’accordo potrebbe essere denunciato per molti motivi, a partire dalla violazione dei diritti umani – con profughi e richiedenti asilo rispediti indietro verso una nazione sempre più autoritaria e sempre meno democratica come la Turchia di Erdogan – e il cinico calcolo politico della Merkel che paga 6 milioni di euro ad Ankara per fermare il flusso di rifugiati diretto verso la sua Germania, dimenticandosi dei problemi dei Paesi del Sud Europa.

Il punto è che l’accordo non è valido sotto il profilo giuridico.

Fatemi spiegare il perché, e poi sono convinto che anche a voi tutto questo sembrerà una commedia dell’assurdo.
Tutto parte dalla Dichiarazione congiunta Consiglio europeo-Turchia in materia di asilo e immigrazione del 18 marzo – quella passata alle cronache come l’accordo “accetta un migrante regolare (in Ue), ne riporti uno irregolare (in Turchia)”. Ora, la Dichiarazione è apparentemente uno strumento non vincolante. Eppure il testo del patto, come i suoi effetti, mostrano che si tratta in realtà di un vero e proprio accordo internazionale, in tutto e per tutto vincolante!
Il punto è: con la scusa di trovarsi di fronte ad una semplice Dichiarazione, il Consiglio europeo ha deciso di non far passare l’accordo al vaglio del Parlamento. Una decisione gravissima, dato che l’assemblea di Strasburgo è l’unico organo democraticamente eletto a rappresentare la volontà popolare di 508 milioni di cittadini in 28 Paesi! E che rende questo accordo un atto non conforme ai principi democratici sui quali l’Unione si fonda.

Ho denunciato la questione in aula, davanti al presidente dell’europarlamento Martin Schulz. Poiché la stessa assemblea di cui faccio parte avrebbe potuto presentare un ricorso davanti alla Corte di Giustizia chiedendo l’annullamento dell’accordo Ue-Turchia a causa della violazione delle proprie prerogative, ho fatto di tutto per coinvolgere i colleghi europarlamentari.
La notizia positiva è che molti di loro, appartenenti a differenti partiti e gruppi politici, hanno apprezzato la mia iniziativa per il ripristino della legalità. Quella negativa è che il muro dell’accordo tra Socialisti-Popolari-Liberali ha come sempre prevalso, bloccando l’istanza fin dalla Commissione giuridica (all’interno della quale doveva essere presentata).

La mia iniziativa è volta a ristabilire la legalità in Europa, come anche a riaffermare che un’altra Europa è possibile. Un’Europa che chiede trasparenza e non accordi presi sottobanco, democrazia e non ragion di Stato, legalità e non violazione delle regole che garantiscono la rappresentanza dei popoli. Facciamo prevalere l’interesse dei cittadini europei e non oscure trame di Palazzo!

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