martedì 21 settembre 2021

LA NEWSLETTER DI NOVEMBRE

Carissimi, 

Novembre è stato un mese in cui si è discusso di temi molto delicati e soprattutto mi sono trovato a trattare argomenti determinanti per il nostro Paese e per il nostro ruolo in Europa. Un mese durante il quale abbiamo ricordato i nostri militari morti a Nassiriya e onorato tutte le nostre forze armate che ci difendono ogni giorno. Abbiamo ribadito il nostro forte ‘no’ incondizionato verso le violenze contro le donne e ricordato come l’Europa e il mondo intero cambiarono dopo la caduta del Muro di Berlino. Ho avuto l’onore di partecipare ad appuntamenti importanti come il convegno di FederAnziani a Rimini durante il quale ho parlato del Sistema Sanitario del nostro Paese e soprattutto ho avuto il piacere di ospitare qui a Bruxelles una delegazione Coordinamento Libere Associazioni Professionali che è venuta a farci visita con la presidente Emiliana Alessandrucci.
Vi lascio alla lettura di tutte le nostre novità e vi auguro, di vero cuore, un sereno Natale e un felice 2020!
Il 4 novembre ricordiamo chi protegge noi e il nostro Stato ogni giornoIl 4 novembre ricorre la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. Una giornata per ricordare a tutti noi che abbiamo il dovere di onorare quotidianamente i nostri Carabinieri, le nostre Forze di Polizia, la Marina Militare, l’Aeronautica e tutti coloro i quali rischiano costantemente la propria vita per proteggere lo Stato e i cittadini. Diversamente da quanto fatto dal precedente ministro dell’Interno Matteo Salvini che non si era minimamente curato di retribuire le forze di Polizia per le ore di lavoro straordinario arretrate, e aveva anche dimenticato di effettuare il riordino delle carriere, il nostro Governo si è immediatamente messo al lavoro per inserire in legge di bilancio i fondi necessari ad ottemperare a questi obblighi, perché l’unico modo per onorare davvero le nostre forze armate è con i fatti, non con le parole o i selfie.
Ed è doveroso, al contempo, esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà ai militari italiani rimasti feriti in Iraq nel corso di un attentato. Io sono sempre dalla parte di chi, rischiando la propria vita, lotta per difendere lo Stato italiano sia in patria che all’estero.Verso la gratuità degli asili nido per tutte le famiglieSiamo riusciti a inserire in legge di bilancio, già dal 1°gennaio 2020, i fondi necessari a garantire una sostanziale gratuità degli asili nido per la maggioranza delle famiglie italiane. Non solo si parla di una misura equa e solidale, ma anche di un cambiamento molto importante dal punto di vista occupazionale femminile. Infatti, la lotta per una vera e sostanziale uguaglianza tra uomo e donna, dal punto di vista lavorativo, passa proprio per miglioramenti sociali come questo, che permettono a una mamma di poter finalmente conciliare il lavoro con la maternità, garantendo alle nostre donne gli stessi diritti in tutto il territorio, da Nord a Sud. Proprio per questo motivo, all’interno della manovra, abbiamo previsto anche ulteriori fondi per l’aumento dei posti all’interno degli asili nido, particolarmente carenti quest’oggi soprattutto nel Mezzogiorno. La vera rivoluzione parte dalle famiglie e di questo siamo e saremo sempre convinti. Per questo, aiutare e sostenere le famiglie equivale a garantire al nostro Paese un futuro migliore. I liberi professionisti del Colap a BruxellesAbbiamo avuto l’onore di ricevere qui a Bruxelles la delegazione nazionale del Colap, il Coordinamento delle Libere Associazioni insieme con la Presidente Emiliana Alessandrucci. I Liberi Professionisti sono persone capaci e competenti, che lavorano seriamente, tra mille difficoltà burocratiche, che spesso faticano anche ad arrivare alla fine del mese e che aspettano da troppo tempo un maggior riconoscimento normativo, e quindi una maggior tutela, soprattutto a livello europeo. Per questo, lo splendido lavoro di raccordo svolto con serietà e professionalità dal CoLAP è di fondamentale importanza per le istituzioni, in quanto ci consente di recepire al meglio le istanze dei cittadini e di lavorare insieme per trasformarle in provvedimenti concreti.
Nel gennaio 2017, la Commissione Europea ha proposto una direttiva che punta a una nuova regolamentazione delle professioni. Grazie a un nostro emendamento, siamo riusciti a inserire nel testo l’importanza delle associazioni di categoria il cui contributo è prezioso per ridurre le differenze normative tra i diversi Stati, ma dobbiamo andare oltre eliminando il margine di discrezionalità di quei Paesi membri che limitano l’accesso al loro mercato interno di professionisti qualificati e capaci come quelli italiani.  
Al Libano serve aiuto. La nuova Commissione si impegni a fare di più per questo Paese
Il Libano è un Paese molto vicino al mio cuore, piccolo ma dall’incredibile importanza strategica per l’intera regione. Durante la seduta plenaria del Parlamento europeo del 27 novembre ho chiesto che la nuova Commissione si occupi di questo territorio martoriato. Beirut sta affrontando una crisi senza precedenti, politica ed economica. Con un debito al 150% del Pil, un’inflazione fuori controllo e il rating creditizio in picchiata, l’economia è sull’orlo del collasso. Servirebbero urgenti riforme impossibili da realizzare data l’altrettanto complessa situazione politica, precipitata dopo le dimissioni del primo ministro Hariri e le difficoltà nel formare un nuovo Governo. Tutti sappiamo quanto questo Paese sia cruciale geopoliticamente e le conseguenze nefaste che ci sarebbero nel caso di una sua destabilizzazione protratta. Serve un nuovo Governo che si possa impegnare a realizzare le riforme economiche necessarie ma che al contempo si impegni a combattere contro la diffusa corruzione che rimane una delle cause che ha portato alle manifestazioni di piazza. Ma da solo il Libano non può uscire da questa crisi anche considerando che tutt’ora vivono nel Paese circa 1,5 milioni di rifugiati siriani. Serve un preciso e tempestivo supporto dell’Unione europea molto più ingente, molto più importante dell’assistenza che già stiamo fornendo. Invito la nuova Commissione ad affrontare questa emergenza con la massima celerità; le conseguenze di un mancato intervento sarebbero imprevedibili e sicuramente drammatiche.La nuova Commissione abbia coraggio e dia nuova speranza per il conflitto israelo-palestinese.
Il segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato il 18 novembre un cambiamento epocale nella politica Usa riguardo agli insediamenti israeliani in Cisgiordania affermando che non li riterranno più illegali e non corrispondenti alla legge internazionale. Con questa scellerata decisione l’amministrazione Usa ha rinunciato a essere un mediatore credibile nel conflitto mediorientale e, al contempo, inferto un ulteriore, doloroso colpo alla prospettiva della soluzione a due Stati. Con gli Stati Uniti che hanno volontariamente abdicato a quella imparzialità necessaria ora più che mai all’Unione spetta fare un passo in avanti e cercare di far rinascere dalle ceneri un processo di pace, complesso ma necessario. Infatti, mentre l’intero Medio Oriente è in fiamme si tende a mettere in secondo piano il decennale conflitto israelo-palestinese ritenendolo non una priorità e uno status quo, tutto sommato, sostenibile. Questo è un grande errore perché si tratta della madre di tutte le contese regionali e la sua soluzione è una conditio sine qua non per la stabilità dell’intera macroarea. Chiedo alla nuova Commissione di avere coraggio e di dimostrare spirito di iniziativa presentandosi davanti alle parti con una nuova tabella di marcia, una nuova proposta concreta e una nuova speranza, altrimenti perderemo un’altra chance per essere davvero determinanti nel nostro vicinato.Alla violenza sulle donne diciamo un forte ‘no’ Il 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne: una ricorrenza che potrebbe essere considerata un fallimento. Perchè, se ancora oggi abbiamo bisogno di una data per ricordare quante mogli, madri, figlie, muoiono ogni anno per mano di chi dovrebbe amarle, non dobbiamo andarne fieri. Il vero traguardo sarebbe arrivare a non aver bisogno di un giorno sul calendario e ad azzerare quelle morti che così tanto ci fanno sentire inadeguati. Secondo l’ultimo report diffuso dalla Polizia di Stato, con dati aggiornati al 2019, in Italia ci sono 88 donne vittime di violenza ogni giorno, una ogni 15 minuti. Noi non siamo stati con le mani in mano: abbiamo approvato la legge Codice Rosso, un provvedimento importantissimo che il nostro Paese attendeva da tempo. Una legge fondamentale, che introduce nuovi reati, come il delitto di diffusione di immagini o video sessualmente espliciti senza consenso, che inasprisce le pene e tutela maggiormente le persone più deboli tramite maggiori misure cautelari. Abbiamo compiuto un grande passo avanti, ma non basta. Ci vuole un grande investimento, soprattutto a livello europeo, in termini di cultura ed educazione: dobbiamo dare il via a una rivoluzione mentale, che scardini l’orribile considerazione che molti “uomini” hanno delle donne. Solo in questo modo potremo iniziare un percorso di civiltà, del quale un Paese come l’Italia non può certo fare a meno. Utilizzare subito il fondo di solidarietà europeo e scorporare la spesa dal calcolo del deficit
  Durante il mese di novembre il nostro Paese è stato colpito da una forte ondata di maltempo che ha creato molti problemi in particolare a due delle città più belle d’Italia e cioè Venezia e Matera.Per tutti i cittadini che si trovano in difficoltà, per le nostre città e per le nostre bellezze archeologiche e artistiche messe a dura prova dalle intemperie è necessario agire rapidamente: è necessario adottare immediatamente due misure utili a garantire all’Italia la possibilità di investire nella sicurezza e nella salvaguardia dei cittadini. Dobbiamo ricorrere urgentemente all’utilizzo del Fondo di Solidarietà Europeo, istituito appositamente per rispondere alle grandi calamità naturali. Pensate, esiste dal 2002 ed è stato utilizzato già 80 volte da ben 24 Paesi (tra cui, in passato, anche l’Italia) per un totale di 5 miliardi di euro. Parallelamente, penso sia necessario far sì che tutte le risorse che l’Italia utilizzerà al fine di ricostruire ciò che è stato distrutto, aiutare i commercianti e sostenere economicamente le famiglie che hanno subìto danni ingenti, vengano scorporate dal calcolo annuale del deficit. Io mi adopererò affinché entrambe queste strade siano intraprese in maniera quanto più rapida ed efficace possibile, e sono sicuro che tutta la squadra del Movimento sarà dello stesso avviso.