venerdì , 28 luglio 2017

La Corte Europea annulla accordo commerciale UE-Marocco perché violava i diritti del popolo Sahrawi

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Le sentenze non si cambiano, non si interpretano e non si reinventano. Le sentenze si osservano e si rispettano. Con questa convinzione sono intervenuto in Commissione per gli Affari Esteri, a marzo, in merito alla decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha annullato l’accordo commerciale UE-Marocco, relativo ai prodotti agricoli, perché violava i diritti del popolo Sahrawi. 

In pratica, il Marocco esporta come propri  prodotti agricoli e peschieri provenienti dal territorio del Sahara Occidentale, nonostante non possano essere considerati in alcun modo marocchini. A tale proposito, infatti, la sentenza della Corte è molto chiara e afferma che il Sahara Occidentale, secondo il diritto internazionale, non è parte del territorio del reame del Marocco. Non si tratta, quindi, di una battaglia politica ma di una questione squisitamente giuridica. Nessuno vuole mettere in discussione l’importanza delle relazioni con il Marocco ma, allo stesso tempo, bisogna prendere atto che nell’Unione europea vige lo Stato di diritto e, quindi, le sentenze vanno rispettate. Detto questo, due sono le questioni fondamentali sollevate nel dispositivo della sentenza stessa: l’etichettatura e il Fronte Polisario.

Riguardo il primo punto, nel dispositivo della sentenza, al punto 106 si sottolinea chiaramente come qualsiasi commercio di beni agricoli che non abbia il consenso del popolo Sahrawi è illegale. In poche parole: il Marocco non ha l’autorità legale per emettere certificati su prodotti che hanno origine dal Sahara Occidentale. Quindi, se pure applicassimo il principio dell’etichettatura, proposto da alcuni, non si risolverebbe il problema legato ai benefici cui avrebbe diritto la popolazione Sahrawi.

Il secondo tema riguarda il consenso del Fronte Polisario. Al punto 105,  la sentenza fa riferimento alla Risoluzione 34/37 dell’Assemblea generale dell’Onu, in base alla quale il Fronte Polisario rappresenta il Sahara Occidentale. Appare evidente, quindi, che l’unica soluzione percorribile, per emendare questo accordo commerciale, è quella di allargarlo e coinvolgere il Fronte Polisario per trovare una soluzione che possa portare dei benefici certi anche alla popolazione Sahrawi. 

Come ho detto, le sentenze non vanno interpretate ma rispettate.

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