La lezione olandese

epa05244760 Dutch member of the Socialist Party (SP) Harry van Bommel hands out flyers against a referendum on the association treaty with Ukraine, in the Hague, The Netherlands, 05 April 2016. The referendum is scheduled on 06 April 2016 to decide in favor or against the ratification of the Association Agreement between the EU and Ukraine. EPA/BART MAAT

Non c’è niente che si possa fare senza tenere conto della volontà popolare, nemmeno la politica estera di un Paese. Questo è l’insegnamento che voglio trarre dal referendum nei Paesi Bassi, in cui i cittadini olandesi hanno detto no all’accordo Ue-Ucraina. Il quorum è stato superato di un soffio, è vero. Ma mi piace il fatto che il primo ministro Mark Rutte abbia detto: “Se più del 30% degli aventi diritto è andato a votare, la ratifica del trattato non può avvenire senza discussione”.

Mi viene subito da pensare: ecco un governo che rispetta la volontà popolare, anche se scomoda (Rutte non si è certo speso per il No al trattato). E poi una riflessione più generale: quando i governi, le élites, i burocrati vogliono imporre priorità internazionali con arroganza, la gente se ne accorge. E dice no.

Restiamo all’Ucraina: siamo davvero sicuri che l’accordo commerciale con Kiev rappresenti una priorità per i Paesi dell’Unione e soprattutto i suoi popoli? O piuttosto non risponde ad interessi delle grandi potenze – gli Usa che vogliono infastidire la Russia?

Ecco cosa mi piace della lezione olandese: il potere di decidere dove va l’Europa deve tornare alle persone.

Check Also

Riformare l’architettura dell’Unione Europea per riavvicinarla ai cittadini

I cittadini percepiscono l’Unione europea come distante. Per riavvicinarli, il Movimento 5 Stelle si batte ...