Integrazione: perché i campi rom non sono la soluzione

In alcune città italiane, e a Roma in particolare, si trovano numerosi campi Rom che causano forti frizioni sociali con il resto della cittadinanza per problemi sanitari, di integrazione e di sicurezza.

L’Italia è stata più volte richiamata dall’Europa per la mancata integrazione dei Rom, nonostante i fondi investiti dalle istituzioni europee, nazionali e locali.

L’ultima critica in ordine temporale è arrivata martedì scorso, quando è stato pubblicato il rapporto dell’Ecri, la commissione del Consiglio d’Europa contro il razzismo e l’intolleranza, che evidenzia sostanziali ritardi nelle politiche integrative del nostro Paese (http://bit.ly/1JVWboRl).

Il tema è troppo lungo e complesso per essere affrontato in poche righe, ma invito chi mi legge ad analizzare la questione in modo razionale e non emotivo.

I campi, così come sono strutturati ora, oltre a presentare delle condizioni abitative e igienico-sanitarie inaccettabili, sono dei veri e propri centri di illegalità che godono di una impunità di fatto.

Le indagini su ‪#‎MafiaCapitale hanno evidenziato una rete criminale da cui traevano profitti cooperative sociali, politici e capi clan che sfruttavano i fondi destinati alla cosiddetta “emergenza nomadi” e che vedevano la bassa manovalanza dei Rom, e di riflesso la cittadinanza romana, nella parte delle vittime di questa struttura criminale.

I campi abusivi sono palcoscenico di ogni sorta di traffico illecito che, peraltro, avviene senza la minima sanzione. All’ordine del giorno risultano anche i danni ambientali, basti pensare che vengono bruciati cavi elettrici, spesso di provenienza illecita, per rimuovere la plastica e recuperare il rame, liberando così nell’aria fumi tossici pieni di diossina.

Le Forze dell’Ordine per intervenire sono costrette ad impiegare decine di uomini e mezzi, dato che, anche per una semplice perquisizione, devono fronteggiare centinaia di persone ostili. Il loro intervento è reso però sempre più difficile in seguito ai tagli di uomini e mezzi che subiscono da anni.

Vi invito perciò a non credere a chi vi dice che chiudere i campi Rom sia uguale a dare le case popolari agli zingari.

I campi Rom vanno smantellati e superati con una politica di integrazione.

Sono proprio i boss malavitosi i più interessati affinché questi agglomerati non vengano smantellati, traendone grandi profitti.

Il MoVimento è per il rispetto della legalità e la certezza della pena, gli elementi criminali vanno perseguiti, i campi sono un rifugio sicuro per chi si vuole nascondere alle Forze dell’Ordine.

Il MoVimento 5 Stelle è a favore di una politica di integrazione e di un corretto utilizzo dei fondi europei che, tengo a precisarlo, NON vengono sottratti alla realizzazione di case popolari, come sostenuto da qualcuno.

I fondi per l’integrazione messi a disposizione dalla UE ci sono, e sono tanti, ma vengono sperperati o sottratti da quel malaffare politico, oramai svelato dalle indagini su #MafiaCapitale.

Il M5S di Roma supporta la raccolta firme della proposta di delibera di iniziativa popolare per il graduale superamento dei campi rom.

http://bit.ly/1awl62E

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