Immigrazione: cambiamo il Sistema di Dublino

Abbiamo scritto una lettera a Donald Tusk, Presidente del Consiglio europeo, per denunciare l’ipocrisia e la mancanza di solidarietà di questa Europa. I numeri degli sbarchi nel 2015 sono drammatici: oltre 1.750 morti, 103mila persone arrivate via mare, +143% di richiedenti asilo rispetto all’anno precedente.

Di questa Europa che fa prevalere gli egoismi nazionali, l’Italia può pure farne a meno. I capi di Stato europei riuniti a Bruxelles hanno trovato un “compromesso” ridicolo: è come voler spegnere l’incendio appiccato a Roma da Nerone con delle brocche d’acqua. La suddivisione in quote non è obbligatoria e basata su cifre irrisore, appena 24 mila migranti contro le centinaia di migliaia che sono in attesa di protezione internazionale. Il piano prende in considerazione solo i siriani e gli eritrei arrivati in Italia dopo il 15 aprile, nemmeno una riga su tutti gli altri che invece affollano le coste libiche o tunisine o di quelli già arrivati in Italia e Grecia prima di quella data. Gli sbarchi continueranno, i clandestini pure. L’immigrazione è diventata una nuova forma di finanziamento pubblico ai partiti, come dimostra lo scandalo Mafia Capitale.

Insieme ai portavoce alla Camera dei Deputati Alessandro Di Battista e Alberto Zolezzi siamo andati davanti la sede di Bruxelles del Consiglio europeo per avanzare le nostre proposte: obbligo di ricollocazione dei rifugiati in tutti gli Stati membri e revisione dello sciagurato regolamento di Dublino, firmato nel 2003 da Berlusconi e Maroni, che obbliga il primo Paese di approdo ad accogliere il rifugiato che, poi, non può circolare liberamente nell’area Schengen. #ChangeDublinSystem

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