Il Mediterrano non deve più essere una fossa comune

In qualità di portavoce M5S Europa oggi sono intervenuto in Senato alla conferenza su PESC e PSDC (Politica Estera e di Sicurezza Comune – Politica di Sicurezza e Difesa Comune). Ecco il testo integrale del mio intervento indirizzato a Federica Mogherini:

“Gentile Alto Rappresentante, colleghi, desidero con questo mio intervento toccare un tema di vitale importanza: la necessità di operare al più presto un energico rilancio del troppo spesso dimenticato partenariato meridionale. Quanto ciò sia vero è indirettamente dimostrato anche dall’elevato numero di interventi odierni incentrati esclusivamente sull’Ucraina.

Le illusioni su molte delle cosiddette primavere islamiche sono ormai appassite, lasciandoci un lungo autunno di guerra e sofferenza. Pesanti sono le responsabilità di chi, a suo tempo, avallò operazioni militari affrettate e prive di un vero impegno politico di prospettiva. Ciononostante, possiamo intravedere in questo buio uno spiraglio di luce. Ho avuto l’onore di rappresentare l’Unione, insieme ad altri colleghi presenti, come osservatore in Tunisia: lo svolgimento di quelle elezioni è stato un grande esempio di democrazia e di maturità della società civile locale. Adesso tocca a noi sostenere i nostri vicini con tutte le nostre forze, non solo a parole, nel cammino politico ed economico verso una compiuta democrazia, per fare della Tunisia, finalmente libera, il pivot per recuperare l’intero Maghreb e per risolvere il dramma libico.

Dramma per il quale l’Europa deve avere un suo piano concreto, da recitare a 28 voci intonate: saluto con favore il fatto che l’alto rappresentante l’abbia posta tra le massime priorità. È imprescindibile una proposta forte e chiara, da parte sua e della Presidenza italiana, sulla quale poter lavorare con il contributo dei rappresentanti dei paesi oggi intervenuti, non solo del Sud Europa. Migliaia di morti nella fossa comune mediterranea pesano sulle nostre coscienze. L’integrazione manca dove serve di più.

Nell’interminabile conflitto Israele-palestinese, che ha come unica possibile soluzione il riconoscimento di due popoli e due Stati, dobbiamo invece avere il coraggio di pretendere il rispetto degli impegni presi da ambo le parti, garantendo coerenza tra le nostre relazioni internazionali politiche ed economiche. Non possiamo più chiudere gli occhi solo per difendere interessi commerciali o scelte acriticamente ideologiche: ne va della nostra credibilità. Su questi punti vorrei sentire le sue riflessioni, e su come evitare che l’Unione resti solo un payer e non un player, in quella come in altre crisi. Altrimenti verseremo di nuovo, e per nulla, fiumi di inchiostro su morti e macerie, gridando al vento le nostre raffinate dichiarazioni”.

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