I maggio, festa della disoccupazione

Cosa c’era da aspettarsi da un Governo che, contravvenendo ad ogni elementare principio di logica, per combattere la disoccupazione, vara dei provvedimenti di legge finalizzati a rendere più facili i licenziamenti? Poche ore fa sono usciti i nuovi drammatici dati sull’occupazione.

Con l’entrata in vigore a marzo del Jobs Act, voluto fortissimamente da Renzi e che di fatto ha cancellato le tutele previste dall’articolo 18, i senza lavoro sono tornati a crescere di 0,2 punti percentuali (da febbraio) al 13%.

Per noi giovani i dati sono spaventosi, la disoccupazione giovanile a marzo risale oltre il 43%: il tasso segna un aumento di 0,3 punti percentuali a quota 43,1%, dal 42,8% di febbraio; si tratta del livello più alto da agosto scorso. Neppure nel dopoguerra i dati erano così drammatici.

Per dare un aiuto immediato ai 10 milioni di poveri, il M5S si sta battendo da due anni per far adottare in Italia il Reddito di cittadinanza, ma le attenzioni del Governo sono tutte concentrate nell’imporre una legge elettorale che presente grossi punti di incostituzionalità e che renderà ancor più il Parlamento un organo di nominate da poche persone.

Il M5S non lascerà mai nessuno indietro e non ci arrenderemo mai nel tutelare le fasce più deboli della popolazione e i basilari principi della democrazia.

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