Giornata mondiale dell’Alzheimer

Oggi è la giornata mondiale dell’Alzheimer. Molti di noi convivono con questa malattia da molti anni, altri invece la stanno scoprendo da pochi giorni. Ne sono affette 26 milioni di persone in tutto il mondo e oltre 600mila in Italia, e secondo le ricerche si arriverà ad ulteriori 76 milioni di casi entro il 2030. Questi numeri danno l’idea di quanto sia necessario prendere al più presto provvedimenti seri e concreti e concentrarsi, come sostiene anche la Società Italiana di neurologia, in particolar modo sulla prevenzione e la diagnosi precoce, per dare maggiori possibilità al paziente affetto da questa patologia di sottoporsi a cure terapeutiche che solo nello stato iniziale della malattia potrebbero dare un decorso diverso alla malattia.

C’è chi deve accudire il nonno, il genitore, la sorella o il fratello o lo zio. Questa subdola patologia coinvolge e assorbe tutta la famiglia. Bisogna trovare le risorse economiche per assistere il malato, il tempo per aiutarlo e quello per potersi sostituire nelle faccende quotidiane. Bisogna trovare la forza di andare avanti ogni giorno sebbene l’unica prospettiva sia che questa malattia non passi velocemente allo stadio successivo e che la degenerazione non acceleri. C’è chi dimentica e chi è dimenticato, il malato e chi lo assiste si trovano entrambi a dover accettare che il ricordo e l’identità siano perduti.

Voglio inviare un abbraccio e tutto il mio sostegno sia a chi lotta ogni giorno contro l’Alzheimer con il sorriso o nascondendo le lacrime sia a chi ogni giorno, cura, assiste, accudisce e continua quotidianamente, con tanti sacrifici e impegno, a dare dignità a queste persone cercando di rendere la loro vita il più normale possibile. È importante che in Italia si aiuti la ricerca proprio per questo, perché si sviluppino nuove soluzioni e si possa restituire speranza a milioni di persone.

Photo courtesy of Alex ten Napel

 

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