venerdì , 28 luglio 2017

Il genocidio dimenticato dei Nativi Americani

nativi

Il 31 gennaio 1876 un decreto degli Stati Uniti ordinò a tutti i Nativi Americani di trasferirsi nelle riserve, cioè in zone di territorio recintate e controllate dal Governo americano, autorizzando l’esercito a intervenire qualora l’ordine fosse stato disatteso. Non furono pochi i casi di nativi che, non accettando questo decreto, furono massacrati insieme alle proprie famiglie.
Dopo che quasi tutte le tribù vennero decimate o sconfitte e dopo che ai nativi furono sequestrati tutti i loro territori, anche quelli considerati sacri, ecco l’ennesimo oltraggio: la segregazione nelle riserve.

Va ricordato che le riserve furono prima dei campi di rieducazione, poi dei ghetti, infine delle isole di residenza, dove gli indiani d’America potevano mantenere le proprie usanze ma senza avere diritti.
Solo nel 1924, infatti, fu riconosciuto loro il diritto di voto. Per troppo tempo lo sterminio dei nativi americani venne ignorato o sottovalutato dalla storiografia ufficiale, eppure persero la vita 100 milioni di persone in 500 anni.
Come spesso purtroppo accade, per la memoria collettiva esistono morti di serie A e morti di serie B.
Noi oggi vogliamo ricordare il sacrificio di quello splendido popolo che ci ha lasciato moltissimo in termini di eredità culturale, spirituale ed umana.

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