martedì , 17 ottobre 2017

Fermiamo un nuovo genocidio in Burundi

burundi

Nell’ultimo anno in Burundi si sono ripetute incredibili violenze che – secondo stime delle Nazioni Unite – hanno provocato finora più di 400 vittime e circa 260.000 profughi in fuga nei Paesi vicini. Se non si troverà a breve una soluzione politica, questi numeri potrebbero crescere entro la fine dell’anno. Ecco perché ho chiesto al Parlamento europeo, insieme al Movimento 5 Stelle Europa, una risoluzione per fermare ogni tipo di aiuto economico al Burundi. Il Parlamento europeo, inoltre, dovrebbe attivarsi dal punto di vista diplomatico per impedire ogni forma di sovvenzione alla partecipazione delle forze militari burundesi nelle missioni delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana.

Per riportare all’attenzione pubblica e mediatica la profonda crisi che sta vivendo il Burundi ho organizzato, prima al Parlamento europeo e poi a Roma, l’evento “Burundi: verso un nuovo genocidio?”, durante il quale sono intervenuti testimoni oculari dei massacri, rappresentanti dell’Unione europea, delle Nazioni Unite e di ONG attive in Africa.

Il rischio di un nuovo genocidio causato dall’indifferenza, anche dell’Unione europea, per noi non è accettabile. Chiediamo che la UE si faccia carico di proporre una missione di peacekeeping europea per fermare il genocidio in atto. Bisogna attivare tutte le pressioni commerciali, economiche e politiche in modo tale che il Presidenze Nkurunziza si dimetta e permetta che si svolgano elezioni libere nel suo Paese.

Fermiamo il genocidio in Burundi, non ripetiamo gli stessi errori commessi in Ruanda!

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