giovedì , 16 agosto 2018

Dall’Europa alla Città Eterna: la democrazia diretta torna protagonista nella Capitale d’Italia

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Roma Capitale disciplina i referendum ispirandosi ai principi della Carta Europea dell’Autonomia Locale e del Codice di buona condotta sui Referendum del Consiglio d’Europa. Con questo principio, inserito all’interno dello Statuto di Roma Capitale, il gruppo capitolino del Movimento Cinque Stelle scrive una nuova pagina nella storia della partecipazione alla vita democratica dell’Urbe.

Si tratta di una misura necessaria per garantire l’ingresso nelle regole che disciplinano il funzionamento della nostra Capitale delle fondamentali raccomandazioni della Commissione Europea per la democrazia attraverso il diritto, meglio nota come “Commissione di Venezia”, che ha adottato durante la propria settantesima sessione plenaria (Venezia, 16-17 marzo 2007) un Codice di Buone Prassi sui Referendum. Codice nel quale, al punto 50, viene raccomandato “che non vi siano disposizioni in merito alle norme sul quorum” in materia referendaria.

Tale raccomandazione, inoltre, è stata adottata dal Comitato dei Ministri in occasione della riunione 1042bis del 27 novembre 2008 con la Dichiarazione del Codice di Buone Prassi sui Referendum allo scopo di invitare le autorità pubbliche all’interno degli Stati Membri – tra cui la Repubblica Italiana che con legge n. 433 del 23 luglio 1949 ha ratificato e dato esecuzione allo Statuto del Consiglio d’Europa – ad attenersi al Codice di buona condotta della Commissione di Venezia.

La capitale d’Italia attendeva dal 1994 nuovi strumenti di iniziativa popolare, in quanto gli ultimi regolamenti sul tema risalgono a circa 24 anni fa. E questo la dice lunga su quanto la voce dei cittadini non fosse una priorità per i partiti. Grazie al Movimento Cinque Stelle si avvia una fase di profonde riforme che porterà la città di Roma agli stessi livelli delle altre capitali europee, in termini di democrazia diretta e partecipata.

Davanti alle difficoltà evidenti in cui versa in tutta Europa la democrazia rappresentativa, sempre maggiore importanza stanno infatti assumendo gli istituti di democrazia diretta come “antidoto” alla scarsa partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. In Svizzera vi è un utilizzo estensivo dell’istituto del referendum propositivo e confermativo (per la modifica di leggi federali); in Finlandia, accanto alle petizioni per la proposta di leggi di iniziativa popolare, è stata sperimentata con successo la consultazione on-line dei cittadini nell’ambito della revisione di una norma; ancora, il governo scozzese promuove un centinaio di consultazioni on-line dei cittadini stessi.

Oltre alle esperienze dei diversi Stati membri, anche l’Unione Europa prevede, nei Trattati, il ricorso ad uno strumento di questo tipo. Con un milione di firme, infatti, i cittadini europei possono richiedere alla Commissione europea di redigere una proposta legislativa e il Movimento 5 Stelle sta cercando di rendere questo processo (al momento appesantito da lungaggini burocratiche e di difficile accesso) effettivo ed efficace, proponendo anche un obbligo vincolante per la Commissione a dare seguito alla richiesta, al momento purtroppo ancora assente.

Il Movimento si sta anche battendo per la verifica della fattibilità di un’estensione dell’e-voting – già utilizzato su ampia scala in Estonia – da accompagnare ad una lotta efficace al digital divide. Per essere veramente cittadini ogni giorno, e non solo una volta ogni 5 anni durante le elezioni, c’è bisogno di fare il miglior uso possibile degli importanti strumenti che oggi ci offre la tecnologia: e noi siamo in prima linea, dall’Europa agli enti locali, per riportare l’Italia al livello dei migliori esempi europei.

Per questo, grazie alla revisione del nuovo Statuto, una volta a regime, la nostra Capitale tornerà ad essere protagonista anche per la partecipazione. Avanti tutta e in alto i cuori!

Fabio Massimo Castaldo, EFDD – M5S Europa e Angelo Sturni, M5S Roma

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