martedì , 17 ottobre 2017

Cosa c’è davvero dietro il problema dell’immigrazione: dalle guerre per procura all’export di armi

A Italia 5 Stelle, che si è svolta a Rimini dal 22 al 24 settembre, abbiamo avuto la possibilità di confrontarci e di dialogare apertamente con i cittadini su moltissimi temi, alcuni particolarmente delicati. L’immigrazione è certamente tra questi. Di seguito riporto le riflessioni fatte durante il mio intervento dal palco.

“L’immigrazione è un tema al quale ci si approccia quasi come se fosse una catastrofe naturale. Come se rappresentasse qualcosa di imprevedibile, di inaffrontabile. Non è assolutamente così. L’immigrazione ha delle cause politiche e geopolitiche ben precise. Sono molti gli argomenti di cui si può discutere: il commercio internazionale insanguinato, i cambiamenti climatici ma alcuni temi ritengo siano particolarmente delicati: le guerre per procura e l’export di armi. Mi riferisco al business portato avanti, senza scrupoli, sulla pelle delle persone. Non è un mistero il fatto che, nel corso di questi anni, l’export di armi sia cresciuto fortemente nei confronti dei paesi medio orientali e del Nord Africa, guarda caso in concomitanza con guerre quali quella verso la Libia, verso la Siria e lo Yemen. Un export che ormai, per i 5 principali paesi dell’Europa occidentale vale il 21,7% del totale di tutto l’export di armi a livello mondiale. Un export che vede coinvolta anche l’Italia: ottava potenza commerciale per le armi al mondo. Un assurdo commercio verso paesi quali l’Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia, gli Emirati Arabi. Parliamo di tanti paesi che non rispettano i diritti umani fondamentali. In particolare, sono 684 i milioni di euro di armi che abbiamo venduto all’Arabia Saudita. La maggior parte di questi strumenti di morte erano bombe e siluri. Anche grazie al lavoro del mio collega Cotti, Portavoce 5 Stelle al Senato della Repubblica, abbiamo stabilito che, purtroppo, si tratta delle stesse bombe che cadono sulla testa dei civili in Yemen e che hanno causato una catastrofe umanitaria che conta oltre 10 mila morti. Questa è la responsabilità, questo è il fardello che noi come Paese dobbiamo portare sulle nostre spalle. Ci sarebbe la possibilità di poter fermare questa tragedia attraverso il rispetto degli otto criteri del Codice di condotta dell’Unione Europea per le esportazioni di armi del 2008. Criteri che l’Europa ha sempre calpestato, pur avendoli affermati, perché non è prevista alcuna forma di sanzione. Il M5S è stato il primo a depositare un emendamento volto, invece, proprio a chiedere di sanzionare quei paesi che violano il rispetto dei criteri e che in questi anni hanno tratto guadagno dal commercio dei mercanti di morte. Abbiamo chiesto, al contempo, di imporre un embargo nei confronti dell’Arabia Saudita: fino a che continuerà a schiacciare i civili e a creare quelle cause che portano poi l’immigrazione a diventare un ‘problema’ di cui poi noi italiani ci dobbiamo occupare. C’è poi un’altra crisi di cui vi voglio parlare: la crisi Libica. Il più grande errore è stato destabilizzare la Libia con l’intervento armato ordinato da Sarkozy e Cameron. Era il 17 marzo 2011 e questi due ‘signori’ affermavano che l’intervenendo era legato a ragioni esclusivamente umanitarie. Nell’arco di poco tempo è invece venuta a galla la verità. Adesso è pubblica la mail di un ex collaboratore di Ilary Clinton che ha denunciato quali fossero le vere ragioni: mettere le mani sul petrolio della Cirenaica per le industrie petrolifere francesi, assicurarsi che Gheddafi non estendesse la sua potenza verso altri stati ancora controllati dalla Francia, fare in modo di limitare la presenza dell’Italia. Queste erano le vere ragioni dietro quella crisi. Ecco, con il M5S al Governo, con il M5S che avrà un suo rappresentante nel Consiglio europeo e nel Consiglio dell’Unione europea noi fermeremo, una volta per tutte, questo declino, queste assurde guerre per procura, che non hanno fatto altro che portare, nel corso di questi anni, morte e distruzione per quelle popolazioni e sofferenza per le nostre popolazioni. La politica estera dei Sarkozy, degli Hollande e dei Macron deve finire. Deve finire una volta e per sempre.

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