Violenze a Gerusalemme: UE, devi fare la tua parte!

Terza intifada o durissima escalation: poco cambia in una realtà fatta di morte e di sangue nelle strade. Una realtà in cui il dialogo e il processo negoziale spariscono dal tavolo, sopraffatti dalla retorica estremista di Hamas da un lato, e dal sionismo di Netanyahu dall’altro, pronto a misure straordinarie, condannate anche da Ban Ki-Moon, contro la popolazione di Gerusalemme est.

Forse è il punto di non ritorno in una situazione già difficilmente recuperabile. Chi predica il ritorno allo status quo, come Kerry, forse non si rende conto che sta confondendo una soluzione improbabile con la causa certa del problema, perché tra gennaio e settembre già 26 palestinesi sono morti. Lo ha detto anche l’Alto Rappresentante Mogherini, “no more business as usual”.

Sono convinto che l’Alto Rappresentante non stia lesinando sforzi nel faticoso lavoro della diplomazia silenziosa, ma sono altrettanto convinto che sia tempo di assumere una posizione pubblica con voce forte e chiara, anche meno equidistante, quando necessario.

Siamo il primo partner commerciale per Israele, potenza occupante con grandi responsabilità. Siamo anche il principale donatore per la Palestina: possiamo, anzi dobbiamo, fare la differenza.

Prendiamo l’iniziativa come Unione europea con una missione di pace e di protezione dei civili nei territori occupati, autorizzata dall’ONU e a comando europeo. Tutti coloro che credono nella pace ce ne renderanno merito.

Il Movimento 5 Stelle ve lo propone: non sarà una strada facile, ma sarà forse l’inizio della strada giusta.

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