sabato , 23 settembre 2017

Ciao democrazia, ciao Turchia!

 

Finalmente un sussulto di dignità! Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza un rapporto che chiede di “sospendere i negoziati di adesione con la Turchia se il pacchetto di riforme costituzionali sarà attuato senza modifiche”. Il gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle ha votato a favore.

Con questo voto l’Aula prende finalmente atto di quanto noi affermavamo da tempo: la Turchia non ha le qualifiche per essere un paese candidato all’Unione europea. Le inaccettabili modifiche proposte alla Costituzione, la campagna referendaria e il referendum stesso, per non parlare delle polemiche contro alcuni Stati membri, delle purghe nell’amministrazione pubblica e della libertà di stampa schiacciata, rendono sempre più evidente una tendenza autoritaria manifestata da Erdoğan che, a dire il vero, noi abbiamo denunciato sin da troppi anni. Era inevitabile, dunque, che questa relazione annuale infine formalizzasse questo stato di fatto dandoci ragione. La richiesta di sospendere ufficialmente i negoziati quando verranno implementati questi emendamenti costituzionali era ed è doverosa. E così lo è anche dire che parlare di liberalizzazione dei visti oggi è fuori dalla realtà. Eppure, nonostante questa campagna elettorale dall’OSCE definita iniqua, a causa della mancanza di pari opportunità, della copertura unilaterale e delle limitazioni alle libertà fondamentali, il “sì” ha vinto di misura e, nelle quattro maggiori città, in questi centri di maggiore importanza ha perso. Vuol dire che tanti cittadini hanno capito che la società civile è più viva che mai. Sì, noi non possiamo rinunciare alla Turchia, ma soprattutto non dobbiamo rinunciare al popolo turco. Il futuro di Ankara è scritto negli occhi e nel coraggio degli studenti universitari che hanno protestato contro i rettori loro imposti da Erdoğan, per difendere la libertà di opinione, di espressione e di insegnamento. È scritto anche negli occhi di chi marcia da Ankara a Istanbul per ribadire i diritti delle opposizioni e delle minoranze, specie quella curda.

Sì, noi abbiamo il dovere di essere al loro fianco e di usare ogni leva, inclusa quella commerciale, per difendere con franchezza e coerenza il loro diritto di avere diritti.

Il video dell’intervento di Fabio Massimo Castaldo

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