venerdì , 15 dicembre 2017

Chiediamo a gran voce verità e giustizia per Giulio Regeni. Partenariato Ue-Egitto? Le parole contenute nel documento sono paradossali e amaramente surreali


 

“Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità…non andare fino in fondo e non iniziare”. 

Paradossali e amaramente surreali. Ho definito così, durante il mio intervento nel corso della Plenaria di Strasburgo,  le parole contenute nel “Partenariato Ue-Egitto per il periodo 2017-2020”, volte a sottolineare l’impegno a promuovere la democrazia, le libertà fondamentali e i diritti umani come diritti costituzionali di tutti i loro cittadini.

Basti pensare, infatti, che nel territorio del nostro partner chiunque voglia indagare sui circa 378 casi di sparizioni forzate viene zittito brutalmente, come dimostrato anche dal recente caso dell’avvocato della famiglia Regeni, Ibrahim Metwally Hegazy, rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Tora.

Rafforzare la cooperazione con l’Egitto è un’aspirazione che condividiamo ma non possiamo chiudere gli occhi né far tacere la nostra voce davanti al vergognoso silenzio sul sequestro, sulle torture e sulla morte di Giulio Regeni. Un ragazzo italiano, un cittadino europeo. Non siamo e non saremo mai complici di una utilitaristica ipocrisia ed oggi come sempre chiediamo a gran voce verità e giustizia per Giulio Regeni.

 

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