Caso ‪Regeni‬: per l’Egitto nuoce gravemente al turismo. Ecco le mie 10 domande scomode per avere verità e giustizia!

Verità e Giustizia per Giulio Regeni: non dobbiamo avere paura di chiederle. E io non ho avuto paura, quando a Strasburgo ho incontrato una delegazione di parlamentari egiziani. Di fronte a loro ho sentito l’obbligo di parlare in modo franco, chiaro e diretto, mentre il presidente egiziano Al Sisi, per l’ennesima volta, confondeva le acque.

Dopo aver a lungo riflettuto sulla tragedia di Giulio – un ricercatore, un ragazzo, poco più giovane di me – e aver raccolto nel mio cuore tutto il dolore della sua famiglia, ho rivolto agli egiziani dieci domande che probabilmente non avrebbero voluto sentire.

1)Appena il corpo di Giulio Regeni è stato ritrovato, le autorità egiziane hanno diffuso la versione dell’incidente stradale. Poi c’è stata quella della “banda criminale”, tutte rivelatesi implausibili o perfino smentite dal governo. Perché tanta confusione?

2)Per quale motivo le autorità egiziane ammettono solo dopo diversi giorni – e ufficialmente solo dopo la recente visita degli ispettori egiziani a Roma – che Giulio Regeni è morto dopo atroci torture?

3)Le vostre autorità hanno affermato che i tabulati telefonici completi appartenenti a Giulio Regeni non possono essere trasmessi all’Italia per “questioni di privacy”. Usate gli stessi riguardi nei confronti di tutte le altre persone detenute nelle carceri egiziane?

4) Il presidente Al-Sisi ha promesso massima collaborazione con l’Italia per far luce sul caso. Però il vertice tra ispettori a Roma lo scorso 6 aprile è fallito. Nessuna responsabilità da parte vostra?

5) Un dossier ottenuto dal quotidiano La Repubblica accusa il generale Khaled Shalabi, già condannato per il reato di tortura. Se si è macchiato di questo reato, perché è ancora capo della polizia criminale di Giza?

6) La famiglia Regeni e Amnesty International hanno denunciato centinaia di casi di torture e sparizioni di egiziani negli ultimi mesi. Giulio Regeni è uno di loro?

7) Il governo italiano ha richiamato l’ambasciatore Massari a Roma per consultazioni, promettendo ulteriori provvedimenti nei vostri confronti. Cosa intendete fare per evitarli?

8) La madre di Giulio ha fatto capire che potrebbe diffondere la foto di suo figlio, che lei dice aver riconosciuto “solo dal naso”, aggiungendo che su quel volto ha visto “tutto il male del mondo”. L’idea della pubblicazione di quella foto vi spaventa?

9) Per gli stessi egiziani, Giulio Regeni sta diventando un simbolo della repressione messa in atto dal vostro governo. Veramente pensate che le verità di comodo finora emerse facciano bene al governo?

10) Cosa è disposto a fare concretamente l’Egitto per venire incontro alle richieste dell’Italia e dell’Europa?

Ecco cosa mi hanno risposto:

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