Carcere e tortura per gli attivisti che in Marocco si battono per l’indipendenza del Saharawi

Il 14 dicembre 1960 l’Onu votò la risoluzione n. 1514, con la quale si riconosceva il diritto all’indipendenza per le popolazioni dei paesi colonizzati e si invitava la Spagna a decolonizzare la zona del Sahara Occidentale dove risiedeva il popolo Saharawi. Nel 1975 doveva essere organizzato un referendum per porre le prime basi di uno Stato.
Purtroppo, essendo ricca di fosfati, quella terra faceva gola al Marocco che decise di invaderla proprio in quel momento. Da allora il fronte Polisario e altre organizzazioni si battono per liberare il proprio popolo dall’egemonia marocchina. Organizzazioni come Human Rights Watch riportano numerosi casi di violenze, imprigionamenti e torture su decine di attivisti.

Per questo motivo ho ritenuto importante proporre un’interrogazione per fare chiarezza su tali notizie e, se confermate, fare in modo che l’UE prenda gli opportuni provvedimenti. Ecco il testo:

Considerato che:
Il popolo Saharawi chiede da sempre riconoscimento dalla comunità internazionale, che la Repubblica democratica araba Saharawi è riconosciuta da oltre 35 paesi membri delle Nazioni Unite e vista la risoluzione 1754 (2007) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; le prescrizioni contenute nel piano d’azione quinquennale UE-Marocco, nel quadro della politica europea di vicinato, richiedono il rispetto dei diritti umani come condizione necessaria per la prosecuzione del dialogo e per un progressivo avvicinamento dell´economia marocchina nell’area di libero scambio dell´UE; organizzazioni come Human Rights Watch riportano numerose testimonianze e casi, come quello di Mohammed Dihani, di abusi e le torture commessi su numerosi attivisti Saharawi tutt’ora detenuti in alcune carceri, azioni non in linea con l’avvicinamento del Regno del Marocco allo spazio comune europeo;

Si chiede:
Se l´Alto Rappresentante non ritenga di evidenziare la mancanza di tutela dei diritti umani e la negazione della possibilità per il popolo Saharawi di autodeterminarsi liberamente chiedendo al governo marocchino di intervenire per liberare gli attivisti detenuti in seguito a manifestazioni a favore dell’indipendenza dello Stato Saharawi;

Se ritenga compatibili tali azioni con gli impegni sottoscritti dal Regno del Marocco nell’ambito del partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il Mediterraneo meridionale.

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