martedì , 25 aprile 2017

#Brexit, è il momento del mea culpa dell’Europa

Lo scorso 23 giungo il popolo inglese ha deciso per la Brexit, questa scelta dev’essere rispettata. Oggi si è votata la posizione ufficiale del Parlamento europeo in merito ai negoziati che traghetteranno il Regno Unito fuori dall’Unione Europea. È il preludio a due anni che saranno caratterizzati da complicate trattative, un lavoro diplomatico che dovrà trovare una delicata ed equa sintesi tra tutela degli interessi dei cittadini britannici e quella dei cittadini europei (tra cui noi italiani).

Le premesse, però, sono tutt’altro che rosee. Ci saremmo infatti aspettati un passo indietro dal Parlamento europeo. Al contrario, nel documento ancora non è presente alcun mea culpa formale. Come a dire: è sempre colpa degli altri. È stata l’ennesima occasione persa per rendere queste istituzioni più umane. Ma non ci stupiamo ormai di nulla dopo le dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo e il suo rifiuto di presentarsi in plenaria qualche giorno fa.

Quello che alcuni di questi signori si sono dimenticati, per il MoVimento 5 Stelle è ben chiaro: il popolo è sovrano. Proprio per questo non accetteremo alcun trattamento punitivo, ci batteremo contro quell’atteggiamento tanto caro a molti leader di quell’Europa priva di autocritica, che vorrebbe solo infliggere un castigo. Questi negoziati dovranno essere giusti ed equi, tanto nelle modalità quanto nei contenuti. Nessuno sgambetto e nessun indebito vantaggio per il Regno Unito.

In quest’ottica, in primo dei punti salienti riguarda la definizione di una piena reciprocità dei diritti dei cittadini britannici in UE e di quelli UE sul suolo britannico. Non dimentichiamo i tanti nostri connazionali che da anni vivono nel Regno Unito e contribuiscono ad incrementarne il PIL. Ancora, tra i punti fermi deve esserci il totale rispetto degli obblighi e degli impegni di bilancio assunti dal Regno Unito e la piena partecipazione dello stesso a tutto ciò che compete agli Stati membri fino all’uscita definitiva dall’Unione.

Quella che abbiamo davanti costituisce sicuramente una delle più grandi sfide che la stessa UE abbia dovuto affrontare dalla sua nascita, ma di tale momento é necessario fare un’opportunità. È infatti fondamentale che l’Unione faccia autocritica sulla direzione intrapresa negli ultimi due decenni e abbandoni le politiche di austerità per tornare alle finalità dell’Europa dei padri fondatori.

Check Also

U.S. President Donald Trump (R) greets Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu after a joint news conference at the White House in Washington, U.S., February 15, 2017.   REUTERS/Kevin Lamarque

Newton, gli insediamenti e la questione Palestinese: l’UE riconoscerà infine la Palestina?

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Rileggendo gli avvenimenti di questi ultimi ...