venerdì , 15 dicembre 2017

Barroso alla Goldman Sachs senza rinunciare alla pensione d’oro

Barroso Goldman Sachs

Quando la realtà supera la fantasia. L’ex presidente della Commissione europea José Manuel Barroso è stato nominato pochi giorni fa presidente e adviser della banca d’affari Goldman Sachs. Barroso ha guidato la Commissione negli anni della crisi dei mutui subprime, a cui la stessa Goldman Sachs ha ampiamente contribuito.

Come se non bastasse, oltre il danno (per i cittadini europei), c’è anche la beffa. Secondo le regole Ue, infatti, l’ex presidente della Commissione non è neppure tenuto a rinunciare alla pensione d’oro da 15.000 euro al mese che percepisce!

Mi rivolgo direttamente all’attuale Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker:

– Non trova, signor presidente, che il caso Barroso metta in luce tutte le opacità dell’Unione europea e faccia il gioco dei suoi critici?

-Non pensa che le regole del codice di condotta per chi ha servito le istituzioni europee dovrebbero essere più severe e stringenti, in modo da impedire qualsiasi possibile conflitto di interessi?

-Non crede, infine, che la sua risposta sul caso Barroso (“tutto secondo le regole”) alimenti la sfiducia dei cittadini, aumenti la distanza con Bruxelles e faccia perfino sospettare un suo personale vantaggio nel poter usare a sua volta, un domani, la porta girevole verso chissà quale gruppo di interessi?

L’ombra del sospetto non dovrebbe sfiorare la moglie di Cesare, ci ricorda una regola aurea dell’etica politica. Qui non siamo né alla moglie, né al sospetto ma proprio a Cesare (per quanto non più al potere) e alla certezza che qualcosa di sbagliato è stato realmente compiuto.

Dobbiamo spezzare il legame tra grandi interessi e politica: è l’unico modo per ridare ai cittadini fiducia nell’Europa

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