ATAC: 58 manager premiati… per il fallimento?

Sul sito dell’ ATAC si può trovare e leggere “Il codice etico” che guida l’azienda. Al punto 4 si elencano i principi comportamentali che devono avere i suoi dipendenti:
responsabilità, correttezza, lealtà e onestà, integrità, trasparenza, valorizzazione delle risorse umane e spirito di servizio.


Fatta questa breve e doverosa premessa mi chiedo con quale faccia e con che coraggio un’azienda in bancarotta, che solo nel 2014 ha perso circa 200 milioni di euro, possa versare ai suoi 58 dirigenti questo premio teorico di risultato: la bellezza di 1,3 milioni (circa 23mila euro a testa).
I mezzi sono indecorosi, i disservizi continui, gli autisti e i macchinisti costretti ad aumentare il loro orario di lavoro senza vedere un centesimo in più in busta paga “per motivi di budget(!!!!)”.
Insomma, una situazione surreale che ci aveva già anticipato anche Christian Rosso. Una vergogna senza fine che va avanti indisturbata da anni.
Dove sono la responsabilità e la correttezza verso i cittadini?
Dov’è l’integrità di questi soggetti?
Dov’è lo spirito di servizio?
Forse proprio nel portafoglio.

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