75°ANNIVERSARIO BOMBARDAMENTO DI FRASCATI

Frascati

E’ un dovere per me, oltre che un onore, essere qui oggi con voi per ricordare un giorno triste, in cui persero la vita più di  600 persone, metà delle quali furono donne. 

Bastarono 20 minuti, per cambiare per sempre la vita di intere famiglie frascatane ignare di quello che stava per accadere.

L’8 settembre del 1943, mentre in Sicilia, il Governo Badoglio, firmava l’armistizio di Cassabile tra l’ Italia e gli alleati, arrivarono 4 ondate di bombardamenti e piu di 1300 bombe.

Abbiamo perso molto.Abbiamo perso molte vite umane, sia civili che militari e abbiamo perso anche un importante patrimonio artistico e culturale.

Molte abitazioni e edifici furono danneggiate o completamente distrutte, come per esempio la Cattedrale, Villa Torlonia, la stazione e le vie di collegamento con la Capitale, e purtroppo anche l’acquedotto che ha portato come conseguenza  problemi alla salute della popolazione.

A molti bambini è stata sottratta la possibilità di crearsi un futuro, una famiglia, un avvenire e molte donne, nei periodi successivi, subirono crimini e violenze indicibili.

Gli stupri di guerra furono e sono un dramma taciuto, che non possiamo non condannare! Un ricordo doloroso, molto doloroso, insomma, ma necessario. Commemorazioni come queste, servono a ricordarci il sacrificio della nostra gente, delle nostre famiglie, delle nostre donne e a non dimenticare gli orrori e le mostruosità di tutte le guerre, in ogni epoca e in ogni luogo.

Ricordare e ripensare alle storie delle persone, che in un periodo difficilissimo, si sono rialzate per rimettere in piedi le loro vite e ricostruire la Città ci deve rendere orgogliosi e darci un insegnamento fondamentale.

Tra fame e stenti, mentre piangeva i suoi morti, la Città di Frascati ha trovato la forza reagire, di continuare a vivere e di ricostruire.

Oggigiorno, l’insegnamento che possiamo apprendere e portare nella nostra quotidianità è che si può e si devono, superare le contrapposizioni ideologiche e culturali per un fine più alto, per dare il nostro contributo e mettere le basi per una convivenza e una società migliore.

Questo deve essere il nostro obiettivo come Istituzioni ma anche come cittadini: lasciare un posto migliore dove cresceranno le generazioni future.

Quindi la parola chiave di questa giornata è Rispetto, innanzitutto.E questo rispetto si esercita in primis con il ricordo e, in secundis, mettendo in pratica i buoni insegnamenti che apprendiamo dal passato. Questo secondo me, vale nell’amministrazione della cosa pubblica, così come nella nostra vita quotidiana.

Vi ringrazio di vero cuore ancora una volta per essere qui, in quanto oltre ad essere un rappresentante delle Istituzioni , sono un vostro conterraneo e un appassionato di storia locale. Vi saluto e vi auguro di continuare cosi a voler bene sempre alla vostra Città, come hanno fatto i nostri nonni.

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