venerdì , 15 dicembre 2017

15 Novembre 2017, una data che non dimenticheremo!

15 Novembre 2017. Una data che non dimenticheremo. Per tre anni e mezzo siamo stati ingiustamente privati di tutte le cariche di garanzia che ci sarebbero spettate in seno agli organi del Parlamento Europeo. Una regola pluralistica, il metodo d’Hondt, violata solo per noi. Una violazione giustificata con futili pretesti da chi voleva solo soddisfare la sua sete di potere. Non lo meritavamo. 
Oltre alla Vicepresidenza che mi venne sottratta, voglio in particolare ricordare la Presidenza della Commissione Petizioni che, sono certo, la mia amica Eleonora Evi avrebbe ricoperto brillantemente. In questi anni abbiamo lavorato a testa bassa, in modo costruttivo e con grandissimo impegno, sempre pronti al dialogo ma difendendo con vigore le nostre battaglie e i nostri principi. Così, giorno dopo giorno, ci siamo guadagnati una grande stima e rispetto trasversali.

Tanti mi hanno scritto in questi giorni delle parole meravigliose. Parole che mi hanno commosso e di cui vi ringrazio con tutto il mio cuore, orgoglioso di aver condiviso con tutto il MoVimento questa gioia. E diversi sono stati curiosi di sapere come siamo riusciti a sconfiggere le indicazioni di voto del primo, del secondo e del quarto gruppo parlamentare europeo, che insieme avrebbero dovuto sommare oltre 470 voti. Beh, la mia campagna è stata molto semplice in realtà: sono andato a raccontare questi torti e ingiustizie subite a centinaia di miei colleghi personalmente. Quanto al mio e al nostro lavoro di questi anni no, non ce n’è stato bisogno… lo conoscevano tutti molto bene.

L’orgoglio più grande è stato sentire dagli altri europarlamentari che non conoscevo direttamente: “ma io lavoro benissimo con la tua/il tuo collega M5S in commissione! Vi voterò!”
E così è successo quello che molti ritenevano impossibile: la giustizia è stata più forte degli accordi e delle pressioni politiche.

E adesso lavorerò con ancora più serietà, determinazione, impegno, dedizione e imparzialità per onorare questa grande responsabilità.

Con la consapevolezza che tanta parte del nostro Europarlamento guarda a noi come al futuro. 

 

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